L’ avvocato che “indaga” a bordo della Concordia
-
fonte:
- La Stampa
Maxi risarcimenti che vanno dai 300 mila ai 500 mila euro per i sopravvissuti al naufragio della Costa Concordia, avvenuto la sera del 13 gennaio 2012 al largo dell’ Isola del Giglio e riconoscimento delle corresponsabilità non solo per il comandante Francesco Schettino, ma anche per l’ armatore, vale a dire Costa Crociere, nel disastro in cui morirono 32 persone. A queste richieste sta lavorando il team di avvocati che giovedì ha potuto perlustrare la plancia di comando della Costa Concordia e tra i legali presenti vi era anche l’ avvocato biellese Alessandra Guarini, che assiste l’ imprenditrice (anch’ essa biellese) Chiara Castello. «L’ attività d’ aula riprende lunedì e martedì, mentre le operazioni peritali proseguiranno il 27 febbraio con il sopralluogo dedicato al generatore diesel di emergenza e agli ascensori – spiega il legale -. Noi siamo certi che qualcosa nei dispositivi di sicurezza non abbia funzionato e siamo qui apposta per cercare delle prove. Anche se non siamo dei tecnici, abbiamo intenzione di apportare il nostro contributo all’ indagine investigativa». Il sopralluogo sulla plancia di comando della Costa Concordia rientra nel processo a carico del comandante Francesco Schettino: i gruppi di avvocati e periti di parte sono saliti al ponte 11 per poi discendere al ponte 8 tramite un percorso di sicurezza fino ad arrivare in plancia di comando. Da questo sopralluogo si attendono novità sui computer prelevati a bordo e sui loro contenuti, come le mail o i registri di manutenzione della nave. Sono stati prelevati dei pc e la speranza è che si possano reperire materiali interessanti per allargare il tema della responsabilità. In questo senso potrebbero essere utili il contenuto delle mail scambiate dalla nave con l’ esterno oppure i registri di manutenzione, che possono essere interessanti per verificare se è stato fatto prima del naufragio tutto quello che si sarebbe dovuto fare per prevenire i rischi in mare. «Ci sono ancora molti aspetti da chiarire – ha spiegato l’ avvocato Guarini -, e lo dobbiamo a tutti i morti che ci sono stati». La richiesta di partecipazione al sopralluogo tecnico era stata avanzata da Codacons in modo che la nuova perizia integrata su plancia di comando, ascensori e generatori diesel d’ emergenza fosse effettuata alla presenza anche dei legali impegnati nel processo e non solo ai periti del tribunale e ai consulenti delle parti. A questa concessione è seguito però un divieto: infatti per gli avvocati non è stato possibile scattare foto o girare video, ma solo osservare lo stato delle cose a due anni di distanza del naufragio. Il prossimo sopralluogo di fine febbraio sarà altrettanto importante per il prosieguo del processo: «In quella occasione – conclude l’ avvocato Guarini – si controllerà il generatore diesel e gli ascensori, luogo dove sono state trovate senza vita diverse persone. L’ obiettivo? Mostrare la responsabilità non solo di Schettino, ma anche dell’ armatore e ottenere il risarcimento del danno per offesa e per condotta,un risarcimento quantificato dai 300mila ai 500mila euro».
valentina roberto
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
