24 Gennaio 2014

Concordia, il pc che non si trova

Concordia, il pc che non si trova

ISOLA DEL GIGLIO Mancano tante apparecchiature sulla Concordia. Troppe forse. «Non c’ è la leva sul ponte di comando che consente di commutare l’ allarme da allarme fuoco ad allarme falla», dice Domenico Pepe, legale di Francesco Schettino, al termine del sopralluogo di ieri disposto dal Tribunale per la perizia suppletiva. Non c’ è l’ apparecchiatura Napa (quella che serve per il calcolo della stabilità della nave) che pure doveva essere nella safety room, dove sono invece stati trovati i relativi alimentatori. «Non c’ è il “Concordia Bridge”, un computer per il sistema di comunicazioni che consente lo scambio via mail con l’ esterno», lamenta l’ avvocato Giuliano Leuzzi (Codacons) presente con l’ ingegner Bruno Neri. «È un piccolo mistero, nemmeno tanto piccolo perché nemmeno i periti sanno spiegarsi dove possa essere finito». A quel sistema, ma anche ai registri di manutenzione tiene anche l’ avvocato Massimiliano Gabrielli (Giustizia per la Concordia). Il sopralluogo sulla Concordia porta tanti misteri accanto ad alcune certezze. «Abbiamo fatto bene a farlo, per renderci conto meglio di cosa stiamo parlando nel processo», dicono all’ unisono magistrati, periti, avvocati, consulenti, anche se non tutti credono che sia utile quanto è stato prelevato, come il pilota automatico: i due computer presi in plancia (nelle consolle a destra e a sinistra) potrebbero essere rovinati dalla permanenza in acqua prima del raddrizzamento del settembre scorso. Altre memorie sono state recuperate sull’ aletta sinistra. Due i gruppi che sono saliti a bordo, uno dopo l’ altro, dalle 10 alle 16. Periti e giudici sempre presenti (hanno mangiato a bordo lo stesso pranzo degli operai che lavorano sulla Concordia), gli altri sono saliti a scaglioni. Tutti sono rimasti colpiti dall’ atmosfera della tragedia che ancora respira a bordo, specie a destra, e dalla devastazione della plancia, dove il pavimento è stato rimosso per le operazioni di recupero. Il presidente Puliatti ha poi detto no alla richiesta di ispezione della cabina di Schettino («non è oggetto della perizia»). Commenta il comandante, ieri non presente: «Dopo l’ ispezione del ponte delle paratie stagne al ponte 0 e delle porte stagne si capirà la progressione degli allagamenti dei locali non interessati dall’ urto».(p.s.)

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