23 Gennaio 2014

Carburanti, aumenti di Natale L’ Antitrust chiamata a decidere

Carburanti, aumenti di Natale L’ Antitrust chiamata a decidere

Gli aumenti dei prezzi dei carburanti applicati nei periodi di vacanze sono leciti o ledono i diritti dei consumatori? Se l’ è chiesto il Codacons che in questi giorni ha presentato un esposto all’ Antitrust denunciando aumenti dei prezzi dei carburanti applicati dalle compagnie a partire dal 20 dicembre, ossia nel periodo festivo. L’ Antitrust ha aperto una pratica presso la Direzione Energia e Industria per verificare l’ esistenza di comportamenti lesivi dei diritti dei consumatori. Nell’ esposto il Codacons ha denunciato come, a partire dal 20 dicembre scorso, si siano registrati in Italia rincari che hanno portato i listini dei carburanti ad una media di 1,796 euro/litro per la benzina (con punte di 1,830) e 1.726 euro/litro per il gasolio. In quel periodo i prezzi erano in netto calo e le medie quindi più basse. Ancora più evidente il rincaro del Gpl, i cui listini al dettaglio hanno subito durante le feste di Natale un aumento del 15 per cento rispetto al mese precedente, e un maggior esborso monetario per gli automobilisti pari a 4 euro a pieno. L’ associazione ha dunque chiesto all’ Antitrust di verificare se le variazioni al rialzo dei prezzi dei carburanti, che puntualmente si verificano ogni anno in occasione delle partenze degli italiani, possano aver configurato speculazioni o altri illeciti a danno dei consumatori. Si attende l’ esito della verifica. Da considerare, però, che la crisi ha investito anche il settore dei combustibili. Nel 2013 i consumi di benzina sono diminuiti mediamente del 5,7 per cento, quelli di gasolio del 4,7 per cento rispetto al 2012; peggio è andata sulla rete delle compagnie, dove si registrano perdite tra il 15 e il 30 per cento. A dicembre, con il contestuale aumento dei listini, si è verificata la tendenza al ribasso delle vendite, smentendo la tradizionale fase di recupero che in genere andava a migliorare la media annua, con un ulteriore sofferenza sulla rete carburanti. E le prospettive non appaiono incoraggianti. A sostenerlo è la Faib Confesercenti secondo cui, infatti, l’ aumento dell’ imposta di consumo sugli oli lubrificanti (da 750 a 787,81 per mille chilogrammi) scattata il 1° gennaio scorso peggiorerà la già drastica situazione. Stessa sorte anche dopo l’ aumento del 1° marzo prossimo quando si preannuncia il rialzo su benzina e gasolio per effetto del “Decreto del Fare”. Ma non finisce qui: “Tra il 2014 e il 2017 sono programmati ben quattro incrementi. Nell’ insieme, sulle spalle degli automobilisti italiani cadranno maggiori imposte per 1,3 miliardi di euro: 1,07 di maggiori accise e 237 milioni dell’ Iva relativa” sostiene la Federazione. Neanche i continui ribassi sulla rete di distribuzione ha incrementato il consumo: “In questo scenario – dichiara Martino Landi, Presidente della Faib Confesercenti – i consumi di carburanti sono destinati a calare ulteriormente, mettendo ancora in più in difficoltà i gestori degli impianti. Stando ai numeri con l’ aumento dell’ Iva dal 21 al 22 per cento e con quello dell’ accisa su benzina e su gasolio è probabile che i consumi continueranno a contrarsi. Michele GiulianoBenzina, no all’ ulteriore tassazioneL’ Italia è al secondo posto in Europa quanto a imposte su benzina e gasolio. Rispetto al valore medio europeo, il prelievo sulla benzina è superiore del 17 per cento (+15 centesimi al litro) e quello sul gasolio del 28 per cento (+20 centesimi al litro). Questo significa che sulle famiglie e sulle imprese italiane pesano 3,1 miliardi di tasse in più rispetto alla media europea. E’ quanto sostiene la Confesercenti sottolineando che dal 2002 al 2013 le accise e l’ iva su benzina e gasolio hanno determinato un prelievo di ben 176 miliardi di euro. Conseguenza di questo carico fiscale è un calo dei consumi che toccherà il 21% nel 2013 e un saldo negativo degli impianti di ben mille unità. E le accise non saranno le uniche a subire rincari. Per i consumatori si attende un anno davvero difficile, l’ ennesimo. Ad esempio c’ è il decreto Imu che stabilisce l’ aumento della misura degli acconti ai fini dell’ Ires e dell’ Irap; c’ è poi il maxiemendamento alla legge di stabilità per il 2014, il quale prevede che “con provvedimento del direttore dell’ Agenzia delle Dogane e dei Monopoli è disposto dal 2017 l’ aumento dell’ aliquota dell’ accisa sulla benzina e sulla benzina con piombo, nonché dell’ aliquota dell’ accisa sul gasolio usato come carburante”. (mg)

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