Ira di imprese, sindacati e associazioni “Basta sprechi, cambiare le regole “
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fonte:
- la Repubblica
GIUSI SPICAÈ LA Sicilia che si indigna, che invoca le dimissioni di tutto il parlamento siciliano e chiede ai deputati di restituire fino all’ ultimo centesimo. Ma anche la Sicilia che fa autocritica, che vede nei suoi politici lo specchio della società, che chiede alla classe dirigente di cambiare rotta. Nel Palazzo degli indagati, gli unici che dagli scranni alzano il tiro sono i grillini, neofiti dell’ Ars rimasti indenni dall’ indagine che ha coinvolto i deputati della scorsa legislatura molti dei quali riconfermati: «Con l’ indagine della Finanza in corso, sarebbe un segnale doveroso bloccare la gara in corso per il noleggio di sette auto blu», rilancia il capogruppo dei Cinquestelle Giancarlo Cancelleri rivolgendosi al presidente dell’ Ars Giovanni Ardizzone. Un segnale di inversione di rotta, insomma, lo stesso che chiedono anche fuori dal Palazzo. Lo fa il Codacons, che ha già annunciato di costituirsi parte civile in caso di rinvio a giudizio: «I soldi spesi dai deputati per gioielli, vacanze, auto, borse griffate e biancheria intima dovranno essere restituiti fino all’ ultimo centesimo ai siciliani che, anche acausa di tali sperperi, sono i più poveri d’ Italia», attacca il segretario dell’ associazione Francesco Tanasi. Per Confindustria Sicilia non è ancora tempo di processi, ma di risposte: «La pentola che è stata scoperchiata – dice il presidente Antonello Montante – non ha fatto altro che portare alla luce un sistema che viene da lontano. Per questo trovo inutile puntare il dito. Sicuramente è necessario cambiare rotta evitando quel meccanismo perverso per cui tutti controllano tutto perché nulla si faccia. Un sistema pericolosissimo che rischia di fare scappare imprese esistenti e potenzialiinvestitori». Le associazioni di categoria se la prendono contro la politica che spende in maniera assolutamente discrezionale e senza regole: «In un momento di crisi – attacca Pietro Agen, presidente di Confcommercio Sicilia – la cosa che mi indigna di più, indagine a parte, è che ai capigruppo siano stati riconosciuti mille e seicento euro in più rispetto all’ indennità base di un deputato. Bisogna cambiare le regole o la Sicilia sarà la Grecia del domani. Questo Parlamento non è legittimato a governare, perché non è stato votato dalla maggioranza dei siciliani ». «Dovremmo smetterla di piangerci addosso – rilancia Gigi Mangia, presidente dei pubblici esercizi di Confcommercio – questi politici li abbiamo scelti noi votandoli o, peggio, non andando a votare. Dovremmo avere il coraggio di impegnarci in prima persona». Per i sindacati il rischio è il dilagare del qualunquismo: «Ci vuole rigore – incalza Michele Pagliaro, segretario generale Cgil Sicilia – dando concretamente il segno che si vuole smantellare un sistema basato sui privilegi e sull’ arbitrio. Diciamo basta a un sistema irresponsabile e malato che alla fine ha prodotto solo crisi e disoccupazione». Un circuito contro il quale – rilancia il segretario della Uil Claudio Barone – «occorre subito cambiare le regole con le quali fino a oggi sono stati gestiti i soldi dei cittadini per finanziare la politica». Si uniscono al coro degli indignati anche Erasmo Palazzotto, deputato nazionale di Sel («La cifra complessiva dei fondi distratti, pari sostanzialmente al recente stanziamento approvato per le famiglie sotto la soglia di povertà», accusa) e il sindaco Leoluca Orlando («Siamo in un sistema politico che purtroppo funziona a maglie troppo larghe»). La platea degli scontenti, insomma, si allargaogni giorno.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
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