La querelle dei saldi: attesi per domani Ma già praticati da giorni in tutti i negozi
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fonte:
- Il Resto del Carlino
TRA SCONTI, promozioni e svendite anticipate, si apre con un po’ di confusione la stagione dei saldi invernali. La caccia all’ affare inizia domani, sabato 4 gennaio, ma gli acquisti a prezzi ribassati hanno sostanzialmente preso il via prima della data ufficiale. Del resto la crisi ?morde? e questi saldi sembrano avere un ruolo cruciale per il settore del commercio. Le previsioni però non sono buone: in base alle stime del Codacons, nelle Marche la spesa media delle famiglie non supererà i 200 euro e i commercianti si dovranno accontentare di incassi ridotti in media del 15-10 per cento rispetto al 2012. DALL’ ALTO dei suoi 45 anni di esperienza, Sergio Ginepro è drastico: «I saldi non hanno più senso e andrebbero eliminati – sbotta -. In dicembre si è lavorato poco proprio a causa della data ravvicinata delle svendite, mentre in novembre è stato così caldo che non abbiamo venduto nemmeno un capo pesante. Aggiungete che ognuno fa come gli pare, applicando sconti e promozioni anche sotto Natale, e che i controlli sono una rarità, e il gioco è fatto: il commercio è diventato una giungla». Soluzioni? «Abolire tutto per ristabilire un rapporto più sano e trasparente con i clienti che potrebbero trovare la stessa merce, dopo qualche stagione, a prezzi ribassati negli outlet o via web. Ma dubito che ci si arrivi». SABRINA Battistelli, responsabile del punto vendita di Terranova, in parte condivide questo punto di vista: «Far partire i saldi subito dopo Natale non è una buona scelta – spiega -. Tutti gli indicatori economici ci dicono che le famiglie hanno tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare per pagare tasse e bollette. Anche noi, che facciamo un pronto-moda per tutte le tasche, vediamo meno movimento». Previsioni per i saldi?: «Abbiamo abbassato tutti i prezzi, con maglie a 7,99 euro; leggings a 5,99 euro; giubbetti a 15,99 per dare un segno di incoraggiamento. Credo che funzionerà». La maggioranza dei commercianti però non è così critica e spera che le offerte a prezzi vantaggiosi diano un po’ di ossigeno ai loro bilanci. Nicola Dolcini, titolare del negozio di abbigliamento in via Pedrotti, si prepara ad affrontare il 4 gennaio predisponendo aperture straordinarie anche la domenica mattina e applicando un bel taglio sui prezzi sul cartellino: maglie di cachemire a 60-70 euro (costavano 89), giacche a 100 euro (erano in vendita a 130-150 euro), jeans da 50 euro in su (prima si portavano a casa con 79-89 euro), completi da uomo a 140. «Dicembre non è andato male – spiega Dolcini – e sono convinto che si possa fare bene anche nelle svendite». Anche Luciana Romani di Jolie Center, in galleria Roma, ha scelto una politica di vendita simile ed è contenta: «Per Natale abbiamo sofferto molto ? racconta ? e oggi mi preparavo a fare l’ inventario. Invece, è stato un via vai continuo di gente che ha aspettato gennaio per fare gli acquisti stagionali. Onestamente, visto che lo fanno tutti, ho venduto con prezzi da saldo. Mi sembra il minimo per incoraggiare chi ha ancora voglia di spendere». NON sembra in decisa flessione, invece, il mercato del lusso: «L’ abbigliamento di alta qualità continua a tenere botta anche grazie all’ aumento di turisti stranieri in caccia di affari», conferma Francesca Marchionni della maison Ratti. Dal 4 gennaio, però, chi vuole un capo griffato Prada, o Gucci, Tods o Dolce&Gabbana potrà risparmiare parecchio. Quanto? «Dipende, ogni marchio ha una sua percentuale». Solo per Hermes e Dior niente sconti: il vero lusso si compra a prezzo pieno tutto l’ anno. Simona Spagnoli.
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