Al via i saldi-flop budget dimezzati allarme dei negozi
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fonte:
- Il Messaggero
LE PREVISIONI Faceva venir voglia di sfregare le mani e correre a prendere in fretta e furia il portafogli, addentrarsi nelle vie del centro e riempire i negozi, quella parola che oggi è priva di significato. Partono sabato i saldi invernali nella Capitale, ufficialmente s’ intende. Perché tra svendite e promozioni – più o meno velate e lecite – iniziate molto prima di Natale, da un anno a questa parte i saldi non durano più solo sei settimane. Ma c’ è una legge regionale che regola il commercio e sancisce il periodo delle svendite, per cui si parte domani, senza clamore, però, e con le attese dei commercianti ridotte all’ osso. Ristretto e prosciugato, infatti, il portafogli dei romani, con una capacità individuale che non supererà – stando alle previsioni della Confcommercio – i cento euro. Una riduzione del 20% rispetto alle disponibilità dello scorso anno, che già basta a far capire il trend di questa stagione: un -15% sui fatturati rispetto a quelli del 2013. Fatturati che, dalla viva voce dei commercianti, senza distinzione tra il centro e la periferia, potrebbero, invece, arrivare addirittura a un -50% rispetto ai guadagni di tre anni fa. Identiche anche le stime della Confesercenti, che parla di un range di spesa a famiglia compreso tra i 250 e i 300 euro. Cifra, di fatto, ancora troppo bassa per tornare a credere nel miracolo dei saldi. LE CATEGORIE A tener banco, anche in questa stagione, saranno gli articoli di abbigliamento, che attrarranno il 90% dei consumatori, con un’ attenzione riservata però anche ad altre categorie come quello della valigeria e della bigiotteria che, potrebbero invogliare all’ acquisto, sempre stando alle stime della Confcommercio, rispettivamente il 10 e il 15% dei clienti. Le donne saranno più propense ad acquistare piumini (60%), maglieria (45%), calzature, in primis stivali, (70%) e intimo solo per il 15%. Ancor meno diversificate le scelte degli uomini che si orienteranno, al contrario, soprattutto su capospalla (70%) e camicie (55%). Stime queste ponderate sulla base esclusiva delle reali necessità. «Visto che la percentuale di chi potrà togliersi qualche sfizio e comprare oggetti, ma anche capi preziosi, si è ridotta dell’ 1%, rispetto al 2013, con una fetta troppo piccola, composta da appena il 4% di romani che darà libero sfogo a spese folli», analizza il presidente della Federmoda, Massimiliano De Toma. La maggior parte dei commercianti applicherà sconti variabili tra il 30 e il 50%, arrivando anche in molti casi a svendite del 70% già nella prima settimana dei saldi. IL RICICLO Dietro l’ angolo, poi, c’ è la paura dell’ effetto “svuota-magazzino”, contemplato da molti commercianti che tireranno fuori l’ invenduto delle precedenti stagioni. Stratagemma necessario per tornare a far cassa ma fortemente odiato da quei pochi clienti che vorrebbero, invece, trovare solo l’ affare per un capo nuovo e alla moda. Un negozio su tre, infatti, analizza il Codacons, potrebbe utilizzare questa via per risalire la china delle vendite. Camilla Mozzetti © RIPRODUZIONE RISERVATA.
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