14 Gennaio 2014

Un minuto di silenzio per tutte le vittime

Un minuto di silenzio per tutte le vittime

di Pierluigi Sposato GROSSETO Hanno attraversato una parte della città tutti insieme: passeggeri, avvocati, giornalisti, cameraman, fotografi. Da via Senese a via Tripoli, tagliando qualche attraversamento pedonale e sollevando la protesta di chi – da bordo di un furgone – pretendeva il rispetto delle strisce. Per pochi minuti, il drappello fa rivivere il naufragio a una città inconsapevole. Del resto, nessuno striscione – per scelta degli organizzatori di Giustizia per la Concordia- ha accompagnato la manifestazione conclusa al teatro Moderno. Ventisette coloro che sono entrati nell’ aula, dopo aver preso il tesserino verde che viene assegnato agli spettatori e aver superato un controllo facilitato dalla comunicazione preventiva delle presenze. C’ è stato anche chi si è scattato con il telefonino una foto all’ interno, in compagnia di questo o quell’ avvocato, di questo o quel passeggero. Alle 9.50 l’ udienza è iniziata: l’ appello, la adesione degli avvocati di parte civile (tutti meno quattro) alla forma di agitazione nazionale, la presenza di due avvocati grossetani in sostituzione dei legali di Schettino e di Costa. E poi la comunicazione del presidente Giovanni Puliatti che sono cambiate le modalità di accesso alla Concordia nell’ ambito del sopralluogo dei periti, in programma il 23 gennaio e il 27 febbraio. Innanzi tutto «saliremo a bordo anche noi giudici». E poi ci sarà posto anche per i difensori delle parti civili. Prima al fianco degli esperti guidati da Cavo Dragone erano ammessi soltanto i consulenti tecnici (non più di due alla volta, anche se ne possono essere indicati tre). Poiché però questi sono in numero minore rispetto a quello preventivato, il collegio ha accolto la richiesta di Codacons e ha ammesso la salita a bordo di una decina di avvocati: entro giovedì 16 chi vuole deve far pervenire la richiesta. E’ verosimile che ci siano un difensore di Schettino, un rappresentante di Codacons, due per Costa e altri sei che saranno scelti nei prossimi giorni. Alle 10.03 il minuto di silenzio e raccoglimento, con i carabinieri del servizio interno sull’ attenti con la mano sulla tesa del cappello, con i passeggeri in piedi nelle file centrali della platea e i giornalisti in galleria. Nessun applauso finale, solo il rumore degli scatti delle fotocamere. Commozione, senza dubbio partecipazione. Poi tutti fuori, per le ultime interviste, le polemiche anche. Non certo verso i gigliesi: «Lorenzo, un gigliese, mi ha aperto casa sua, abbiamo dormito al caldo, ho potuto scherare con mia figlia, dicendole che ciò che era successo era che il mare si era mangiato lo scoglio», rievoca commossa Chiara Castello, quella notte a bordo. Ernesto Carusotti e Paola Falconi rincarano la dose: «Siamo arrabbiati, a due anni dalla tragedia ancora non sappiamo nulla. Faranno passare oltre 30 anni per avere un risarcimento e saremo morti entrambi. Il ricordo di quella notte è stampato nella nostra memoria. Avevamo acquistato un biglietto per una gita di piacere, ma non abbiamo acquistato la sicurezza». Tra gli altri, c’ è anche l’ avvocato John Arthur Evans che segue 150 passeggeri statunitensi. Si parla in italiano e in inglese in un mix di lingue che ha per oggetto pochi argomenti: il naufragio, i risarcimenti, Schettino, la paura, Costa. C’ è spazio anche per la programmazione del ritorno da Isola del Giglio, con il traghetto trovato all’ ultimo tuffo grazie all’ opera del sindaco Sergio Ortelli, con il quale i naufraghi erano in contatto proprio per sapere se avrebbero trovato un mezzo per rientrare sulla terraferma al termine della cerimonia della sera, quella delle 21.45’07. Il Giglio ultima tappa, quella più triste, di un viaggio in Italia di pochi giorni: come per i tre passeggeri tedeschi che sull’ isola c’ erano stati già nei giorni del parbuckling e che ieri arrivavano da Roma, da dove ripartiranno per tornare in patria e aspettare l’ esito del processo. Chi non parte, si saluta lì fuori, gli altri si danno appuntamento sull’ isola: è il giorno più lungo per Carlo, Ilaria, Adriano (il cambusiere), Mandy e John, Gianluca e Laura, Chiara, Peter e Teiksma, Marc, Katja e Frithjof , Olga e i suoi due figli, Costantino e i suoi tre familiari, Claudia, Roberta, Paola e Oriana.

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