14 Gennaio 2014

Parcheggi in ospedale, multe a raffica Castigati 200 automobilisti al mese

Parcheggi in ospedale, multe a raffica Castigati 200 automobilisti al mese

«Sono un pensionato, sono venuto qui per andare all’ ospedale – la frase pronunciata ieri da un anziano e riferita da un’ automobilista, anch’ essa tornata a casa con il verbale – non mi dia la multa». Ma la legge guarda al codice della strada. Soltanto per il grande parcheggio sul retro dell’ ospedale Sant’ Antonio Abate, la prima stima, dal comando di polizia locale di via Vittorio Veneto, viene confidata in circa 200 contravvenzioni al mese. O, se si preferisce, 50 a settimana: 8 o 9 al giorno. E ieri, all’ ospedale, è stata un’ altra giornata di divieti di sosta. L’ escamotageGli automobilisti hanno parcheggiato negli spazi non consentiti perché destinati dal Comune agli autocarri, con il bianco di cornice alle ruote. A differenza dell’ area principale, con i parcheggi a misura di auto, diventata a pagamento, color blu, negli scorsi mesi. Ma le multe restano sgradite a chi, sul parcheggio vietato, di ritorno dall’ ambulatorio o da una visita a un proprio caro, si ritrova il foglietto sul parabrezza nella non distante via Caduti di Nassiriya.Le reazioniA riferire gli umori di una giornata tipo è Elda Miotti, una trentenne di Cantù. «Soltanto ieri mattina sono state almeno tre le persone che, di ritorno dall’ ospedale, si sono ritrovate la multa, negli attimi in cui sono arrivata alla portiera della mia auto – dice la Miotti – un pensionato ha provato a presentare le proprie perplessità». «Un altro si è avvicinato ai vigili, ha tirato giù il finestrino e ha chiesto un’ informazione: “Se pago entro cinque giorni pago meno?”.Anche io ho preso la multa. Ma trovo ingiusto che il Comune verbalizzi a chi non parcheggia negli spazi blu: dopotutto è un ospedale».La considerazione della multa con lo sconto, possibile con le recenti riforme, diventa anche oggetto di una riflessione sull’ opportunità o meno di chiedere un parere al Tribunale. «Io penso che mi rivolgerò al Codacons, l’ associazione dei consumatori, e probabilmente farò ricorso», aggiunge la Miotti. Sarà una specie di scommessa. «Perché – riflette ad alta voce l’ automobilista – se saldo subito, sono 28 euro e chiudo la storia. Se invece aspetto la notifica, come mi è stato detto, perché il ricorso non posso farlo prima, a perdere davanti al giudice di pace mi ritroverei a dover pagare ancora di più. Verificherò anche quella norma che prevede l’ obbligo, mi era stato detto, delle quote che ogni Comune dovrebbe lasciare per i parcheggi non a pagamento».Intanto, chi inserisce i verbali al comando della polizia locale, ogni giorno si ritrova a compilare nuove griglie con i dati degli automobilisti. Circa 50 alla settimana, di cui una parte sono notifiche di chi non ha pagato a cinque giorni dalla contravvenzione i 28 euro e 70 centesimi anziché i 41 previsti, a conto pieno, per il divieto di sosta. A voler fare un conto approssimativo, si tratterebbe di circa – almeno – 5mila euro che ogni mese l’ ospedale, indirettamente, garantisce alle casse della città proprio grazie alle multe. Per il conteggio finale bisognerà aspettare la fine dell’ anno. Si dovrebbero sommare poi le monetine entrate nei parcometri di Canturina Servizi, l’ ente che ha in gestione anche la piscina pubblica di via Giovanni XXIII, causa di perdita nel bilancio della società di cui è proprietaria, al 100%, il Comune di Cantù. Da ricordare che, sul retro dell’ ospedale, la prima mezz’ ora resta gratuita. E, dal 31esimo minuto, 1 euro basta per tutta la giornata. E basta anche a evitare la multa. n.
christian galimberti

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