11 Gennaio 2014

Stretta senza precedenti dei prestiti alle imprese: a novembre un altro -6%

Stretta senza precedenti dei prestiti alle imprese: a novembre un altro -6%

ROMA È ancora in calo (ininterrottamente dall’ estate 2012) il credito alle imprese da parte della banche. Dalla consueta analisi di Bankitalia si rileva infatti che a novembre le società non finanziarie hanno registrato un calo del 6% dei prestiti ritoccando il minimo storico segnato il mese precedente. In netta flessioneanche la componente famiglie che registrano una flessione dell’ 1,5% a novembre sui dodici mesi precedenti. Dai consumatori arriva subito un grido di allarme per la carenza di sostegno alle aziende. «È incredibile – sottolinea il Codacons – che imprese e famiglie stiano fallendo ma le banche si tengano i soldi. Se proprio quando gli italiani necessitano di prestiti e di liquidità», avverte l’ associazione, «le banche smettono di fare il loro mestiere di far circolare la moneta e prestare soldi, è evidente che il sistema economico si inceppa». E soffre in modo particolare anche il Nordest, uno dei motori dell’ industria italiana. Secondo la Cgia di Mestre i cali maggiori ad ottobre sono stati registrati a Trieste (-8%), a Rovigo e Trento (entrambe con -6,4% nel mese di ottobre) dove si hanno le realtà produttive più penalizzate. Tra il mese di ottobre del 2013 (ultimo dato disponibile per l’ associazione degli artigiani) e lo stesso mese del 2012 – secondo la Cgia – la riduzione complessiva è stata pari a 6,6 miliardi di euro. In un periodo di incertezza continua e prudenza massima sugli investimenti ad aumentare per le banche è invece la raccolta affidata ai depositi (+6,1% a novembre dal +5,4% di ottobre), mentre restano alte ma si stabilizzano le sofferenze: il tasso di crescita sui dodici mesi dei crediti dubbi è risultato pari al 22,8% rispetto al 22,9% registrato nel mese precedente mentre i tassi d’ interesse sui finanziamenti erogati a novembre alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,86%, in lieve calo dal 3,90% di ottobre. «Ormai – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – siamo scivolati in un circolo vizioso. Da un lato, le banche hanno chiuso i rubinetti del credito anche perchè è in calo la domanda, dall’ altro, chi ha ricevuto gli impieghi non è in grado di restituirli secondo gli accordi presi, facendo lievitare a dismisura le insolvenze. In questo gioco perverso, a rimetterci sono soprattutto le piccole imprese che hanno un potere negoziale con le banche molto contenuto».
 

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