Casa, prezzi sempre più giù Crolla il credito alle imprese
Casa, prezzi sempre più giù Crolla il credito alle imprese
ROMA Il mercato immobiliare continua ad arrancare trascinando giù i prezzi delle case. Complice la crisi economica. Ma anche una fiscalità ancora da definire nel dettaglio dopo le note battaglie sull’ Imu 2013 fino allo strascico della «mini-Imu» che dovrebbe venir pagata entro il 24 gennaio. Così in attesa dell’ emendamento con il quale il governo fisserà le novità per la nuova Tasi (aliquote ritoccabili in sù di 0,1-0,8 per mille ma per garantire le detrazioni alle famiglie) l’ Istat certifica: nel terzo trimestre 2013 i prezzi delle abitazioni acquistate dalle famiglie sia per fini abitativi sia per investimento registrano un calo dell’ 1,2% rispetto al trimestre precedente e del 5,3% su base annua. Si tratta di stime preliminari ma dalle quali emerge che la flessione congiunturale nel terzo trimestre è l’ ottava consecutiva. Cioè da due anni i prezzi delle case continuano a calare. Un bene per chi deve comprare casa ma un problema per chi è costretto a vendere magari per recuperare liquidità. Inoltre un’ opportunità che arriva ma in una situazione nella quale il «rubinetto» del credito è chiuso: ieri Bankitalia ha segnalato un calo del 6% per il credito alle imprese e dell’ 1,5% per le famiglie. Sulle prospettive del mercato Nomisma è cauta: «La flessione dei prezzi si preannuncia inferiore a quella del 2013. Ma ci sarà comunque, per l’ eccesso di offerta da un lato e dall’ altro le sempre più stringenti esigenze di realizzo:ma anche perchè sarebbe importante capire le condizioni fiscali per le scelte di famiglie e imprese» . CREDITO GIÙ. Ieri Bankitalia ha confermato che è ancora in calo (ininterrottamente dall’ estate 2012) il credito alle imprese da parte della banche. A novembre le società non finanziarie hanno registrato un calo del 6% dei prestiti ritoccando il minimo storico segnato il mese precedente. In netta flessione anche la componente famiglie che registrano una flessione dell’ 1,5% a novembre sui dodici mesi precedenti. Dai consumatori arriva subito un grido di allarme per la carenza di sostegno alle aziende. Attacca il Codacons: «È incredibile che imprese e famiglie stiano fallendo ma le banche si tengano i soldi. Se proprio quando gli italiani necessitano di prestiti e di liquidità le banche smettono di fare il loro mestiere di far circolare la moneta e prestare soldi, è evidente che il sistema economico si inceppa». E soffre in modo particolare il Nordest, uno dei motori dell’ industria italiana. Secondo la Cgia di Mestre i cali maggiori ad ottobre sono stati registrati a Trieste (-8%), a Rovigo e Trento (entrambe con -6,4% nel mese di ottobre) dove si hanno le realtà produttive più penalizzate. Tra il mese di ottobre del 2013 (ultimo dato disponibile per l’ associazione degli artigiani) e lo stesso mese del 2012 la riduzione complessiva è stata pari a 6,6 miliardi. In un periodo di incertezza continua e prudenza massima sugli investimenti ad aumentare per le banche è invece la raccolta affidata ai depositi mentre restano alte ma si stabilizzano le sofferenze: il tasso di crescita sui dodici mesi dei crediti dubbi è risultato pari al 22,8% rispetto al 22,9% del mese precedente mentre i tassi d’ interesse sui finanziamenti erogati a novembre alle famiglie per l’ acquisto di abitazioni sono stati pari al 3,86%, in lieve calo rispetto al 3,90% di ottobre.
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