Per Fonsai primi passaggi giudiziari Fari su Torino
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fonte:
- Il Sole 24 Ore
Antonio Criscione Caro risparmiatore beffato, ci pensa l’ associazione dei consumatori. I siti di alcune di queste ultime nei mesi scorsi hanno chiamato a raccolta i risparmiatori che avevano perso parte delle somme investite nella vicenda Fonsai, con un invito che più o meno partiva in questo modo. Tra queste Adusbef, Codacons, Movimento consumatori, Si.Ti. La prima fase si è conclusa con la costituzione degli aderenti agli appelli lanciati dalle associazioni, come parte civile nei due procedimenti in corso sulla vicenda a Torino e Milano. In particolare a Torino la prima udienza si è svolta agli inizi di dicembre e si attendono a breve di capire se la costituzione di parte civile è stata accolta dai giudici. Nella prima fase le associazioni sono state caute nelle soluzioni da scegliere e nel condizionarle all’ evoluzione della vicenda giudiziaria. Il passaggio successivo potrebbe essere appunto l’ avvio di una class action, per una questione che si annuncia come rovente. Il Codacons punta in alto, il suo presidente, Elio Lannutti, spiega: «nella class action a tutela di decine di migliaia di risparmiatori, chiederemo che siano accertate anche le evenutali responsabilità delle Autority, come la Consob, nell’ azione volta a risarcire gli investitori truffati». Riflettori puntati su Torino. la crisi nascosta fino agli ultimi mesi La crisi del gruppo Ligresti e della compagnia assicurativa poi acquisita da Unipol ha messo in evidenza dei comportamenti scorretti dell’ azionista di maggioranza. Sarebbero state modificate alcune voci di bilancio per poter esporre conti migliori del reale. L’ inchiesta della procura torinese, avviata nella primavera del 2012, si è concentrata – in particolare – sui meccanismi messi in atto dalla famiglia Ligresti e dai responsabili dell’ azienda per sottostimare la riserva sinistri in capo alla compagnia assicuratrice per 538 milioni relativamente all’ anno 2010. Con false comunicazioni al mercato sulle reali condizioni finanziarie della società e un danno stimato agli oltre 11mila azionisti per oltre 250 milioni. Per questo gli azionisti di minoranza non avrebbero avuto sufficienti elementi di valutazione del deterioramento in atto, allarmi e crisi sono emersi solo negli ultimi mesi.
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