10 Gennaio 2014

Nel 2013 i consumi elettrici sono crollati

Nel 2013 i consumi elettrici sono crollati

Nuova emergenza dopo i primi dati provvisori elaborati da Terna. Diminuisce la produzione termoelettrica. Decollano il fotovoltaico (+18,9%) e l’ eolico (+11,6%). …Cala lo spread, è vero, ma soprattutto i consumi elettrici, il potere d’ acquisto delle famiglie, che cominciano a risparmiare su quantità e qualità del cibo, e anche i conti pubblici, con una flessione delle entrate totali. Dati alla mano, c’ è un’ altra picchiata nei consumi elettrici: nel 2013 è stata raddoppiata la caduta del 2012, ora a -3,4%. A comunicarlo è Terna, gestore di rete, attraverso il preconsuntivo annuale appena diffuso. È vero che a parità di calendario la discesa si riduce al 3,1% – il 2012 aveva una giornata lavorativa in più, in quanto anno bisestile – che a novembre e dicembre, rispetto agli stessi mesi dell’ anno prima, la flessione è stata del 2% rispetto agli stessi mesi del 2012, e che il calo dei con sumi è dovuto in piccola parte alla crescita dell’ efficienza energetica nei processi industriali e nell’ uso dell’ elettricità nelle nostre case. L’ allarme però resta. Il crollo del 3,4% nell’ anno appena trascorso è il maggiore dall’ inizio del secolo dopo quello del 2009 quando i consumi calarono del 5,7% in dodici mesi. Nel l’ attuale crisi dei consumi pesa soprattutto quella della produzione termoelettrica. Aumentano, invece, la produzione idroelettrica (+21,4%), il fotovoltaico (+18,9%) e l’ eolico (+11,6%). Il quadro fosco della crisi, poi, è stato arricchito ieri dai dati dell’ Istat sul potere d’ acquisto delle famiglie. Nei primi nove mesi del 2013 il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici è calato dell’ 1,5% nei confronti dello stesso periodo del 2012. Guardando al solo terzo trimestre 2013 è cresciuto dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, ma è diminuito dello 0,8% rispetto al terzo trimestre 2012. Tagli alla spesa del cibo In merito a questo dati s’ è espressa anche la Cia (Confederazione italiana agricoltori), secondo cui da inizio anno si registrano tagli del 4% alla spesa sul cibo: «Oggi la tavola degli italiani – prosegue la Cia – è assolutamente “low-cost”: il 62 per cento delle famiglie riduce quantità e qualità del cibo acquistato, percentuale che però supera addirittura il 70 per cento nel Sud. Inoltre per 6,5 milioni di famiglie i discount sono diventati l’ unica alternativa sostenibile». L’ emergenza però, secondo il Codacons, è anche più grave di quella che emerge dal quadro dell’ Istat. Il potere d’ acquisto delle famiglie sarebbe sceso dell’ 1,5% nei primi 9 mesi del 2013. Per il Codacons è un dato sottostimato. «La realtà è, purtroppo, assai peggiorespiega il presidente Carlo Rienzi -. Le famiglie hanno subito un calo del potere d’ acquisto almeno triplo rispetto a quello stimato dall’ Istat, e il 2013 si chiude con una perdita della capacità d’ acquisto di circa il – 5%, dato che si aggiunge al – 4,8% registrato nel 2012». Intanto viaggia in calo lo spread tra il Btp e il Bund tedesco. Il gap Roma -Berlino si riduce a 193 punti base col rendimento del decennale al 3,85%. Ma – ed è ancora l’ Istat a comunicarlo- le entrate totali nel terzo trimestre 2013 sono diminuite, in termini tendenziali, del 2,4%. Nei primi nove mesi dell’ anno, invece, le entrate totali sono aumentate, sempre in termini tendenziali, dello 0,2% con una incidenza sul Pil del 45,2% (44,7% nel corrispondente periodo del 2012). La pressione fiscale, pur restando sopra il 41%, cala nel terzo trimestre del 2013 (al 41,2% dal 42,4% dello stesso trimestre del2012). Anche se nei primi nove mesi dell’ anno appena terminatosi attesta al 41,4% (in leggero aumento rispetto al 41,2% del corrispondente periodo del 2012).A fornire il quadro l’ Istat, dai quali tuttavia emerge qualche segnale di recupero nel terzo trimestre del 2013, quando anche sul fronte del Pil si è attestato il rallentamento della caduta con una prima variazione congiunturale nulla, dopo due anni di fila di recessione.

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