10 Gennaio 2014

Famiglie al palo: meno risparmi e consumi giù

Famiglie al palo: meno risparmi e consumi giù

ROMA Aumenta ancora il rapporto deficit-Pil nel terzo trimestre 2013, che raggiunge il 3%, ossia 1,6 punti in più rispetto al corrispondente trimestre del 2012. Lo rende noto l’ Istat pubblicando il conto economico trimestrale delle amministrazioni pubbliche. Previsioni a rischio Nelle previsioni del governo, confermate dalla Commissione europea, il deficit complessivo di fine anno dovrebbe attestarsi sotto il 3%. Mentre per il 2014 il disavanzo dovrebbe calare al 2,5%, secondo Palazzo Chigi, e al 2,7% per Bruxelles, secondo cui «dopo i grandi sforzi del 2012 rallenta la correzione di bilancio», scriveva a novembre la Commissione, che «a politiche invariate» prevede nel 2015 un disavanzo al 2,5%. Nei primi nove mesi dell’ anno scorso, aggiunge l’ istituto nazionale di statistica, il rapporto tra indebitamento netto e Pil è stato pari al 3,7%, con un incremento di 0,3 punti percentuali rispetto al corrispondente periodo dell’ anno precedente. Invece il saldo primario – l’ indebitamento al netto degli interessi passivi – è risultato positivo, con un’ incidenza sul Pil dell’ 1,8%. Notizie negative anche sul fronte delle uscite totali delle amministrazioni. Nel terzo trimestre del 2013, sono aumentate dell’ 1,2% rispetto allo stesso periodo del 2012. Il piatto piange pure sulla capacità di spesa degli italiani. Secondo quanto riportato dall’ Istat, nei primi nove mesi del 2013 il potere d’ acquisto delle famiglie consumatrici è calato dell’ 1,5% nei confronti dello stesso periodo del 2012. Mentre guardando al solo terzo trimestre del 2013, il dato risulta in aumento dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Risulta in calo, invece, la pressione fiscale alla fine del 2013: pur restando sopra il 41%, cala dal 42,4% dello stesso trimestre del 2012 al 41,2%. Nei primi nove mesi dell’ anno appena terminato, tuttavia, si attesta al 41,4%, in leggero aumento rispetto al 41,2% del corrispondente periodo del 2012. Duello sui numeri Tornando alle famiglie, appare in recupero anche la propensione al risparmio risultata pari al 9,8%, cioè in aumento di 0,5 punti percentuali sul trimestre precedente e di 1,1 punti percentuali sul terzo trimestre del 2012. Numeri che non convincono le associazioni dei consumatori. «Troppo ottimistici», denunciano, rispetto allo stato di «profonda crisi che l’ intero Paese sta vivendo». Il risparmio delle famiglie, ricorda l’ Adusbef, è stato «falcidiato» con un meno 80,1% dal 2002 al 2012, mentre il potere d’ acquisto, secondo i dati dell’ Osservatorio nazionale di Federconsumatori, dal 2008 ad oggi si è ridotto del 13,4%. Anche per il Codacons il dato sui primi nove mesi del 2013 (-1,5%) è sottostimato. «La realtà è, purtroppo, assai peggiore. Le famiglie hanno subìto un calo almeno del triplo rispetto a quello stimato dall’ Istat: il 2013 si chiude con una perdita della capacità d’ acquisto di circa il -5%, dato che si aggiunge al -4,8% registrato nel 2012», afferma il presidente, Carlo Rienzi.

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