Al via i saldi, senza illusioni Acquisterà solo uno su tre
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fonte:
- La Tribuna di Treviso
di Serena Gasparoni Il conto alla rovescia per l’ inizio dei saldi invernali di fine stagione è terminato: la grande svendita inizia questa mattina, ma le attese, secondo le stime di Federconsumatori almeno, non sono delle più rosee. Gli sconti in città, come in tutto il Veneto, iniziano in pieno clima natalizio con la speranza di beneficiare di qualche strascico “positivo” delle festività. Dureranno quasi due mesi, fino al 28 febbraio. Da giorni i commercianti stanno lavorando freneticamente all’ inventario: tanta la merce rimasta nei negozi dopo un Natale a luci e ombre, che per molti non ha certamente soddisfatto le attese. Tanti esercenti hanno lamentato infatti una corsa ai regali tardiva e a budget estremamente ridotto. Per questo non meraviglia che in molti abbiano preferito rimanere chiusi dopo Capodanno, come il negozio di scarpe De Pol, in Calmaggiore, o Sisley, decidendo di rialzare le serrande solo nel giorno dell’ avvio dei saldi pensando evidentemente che in questi pochi giorni sarebbe stato difficile concludere qualche buon affare. In Calmaggiore un alternarsi di vetrine illuminate e allestite come sempre. Altre completamente vuote con commesse indaffarate a stipare scarpe per numero o fascia di prezzo. Altre al buio con cartelli di avviso alla clientela di riapertura il 4 gennaio. Come da prassi oramai da anni, da giorni alcuni commercianti stanno assottigliando i prezzi per la loro clientela affezionata, inviando apposite segnalazioni tramite sms o Facebook o praticando sconti su merce selezionata come Carpisa e Promod. Tuttavia qualsiasi sia stata, o sarà, la strategia messa in campo dai negozi del centro e non solo, tutti si troveranno a fare i conti con le previsioni delle vendite che, se confermate, non lasciano ben sperare. Ad oggi, infatti, solo il 35 per cento delle famiglie venete prevede di fare qualche acquisto approfittando dei prezzi scontati; secondo Codacons le vendite registreranno una riduzione media compresa tra il -10 e il -15 per cento rispetto ai saldi invernali del 2013. La spesa media delle famiglie non supererà i 194 euro. Uno scenario comprensibile: si stima infatti che dal 2008 le famiglie abbiano registrato una perdita del potere di acquisto del 13 per cento. Inoltre dall’ anno prossimo è attesa una nuova stangata di tariffe e prezzi stimata da Federconsumatori attorno ai 1.384 euro. L’ ennesima batosta per il commercio che ha già dovuto fare i conti con un Natale all’ insegna del risparmio: sempre secondo l’ associazione dei consumatori quest’ anno gli italiani hanno speso circa l’ 11 per cento in meno. E’ stata stimata infatti una spesa media per famiglia di appena 131 euro, ben 1 famiglia su 5 ha dichiarato di non aver fatto regali se non ai bambini. A rimetterci soprattutto il commercio al dettaglio che secondo gli ultimi dati diffusi dalla Camera di Commercio di Treviso continua a soffrire. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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