Affari in vista, ma occhio alle regole Obblighi precisi per i negozianti
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fonte:
- La Provincia di Sondrio
Resta invece facoltativa l’ indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso. Niente pubblicità ingannevoliL’ operatore commerciale ha l’ obbligo di fornire informazioni veritiere in merito agli sconti praticati sia nelle comunicazioni pubblicitarie – che, anche graficamente, non devono essere presentate in modo ingannevole per il consumatore -, sia nelle indicazioni dei prezzi nei locali di vendita. Il negoziante non può inoltre indicare prezzi ulteriori e diversi e deve essere in grado di dimostrare agli organi di controllo la veridicità delle informazioni relative al prodotto. I prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale: se ciò non è possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli. Conservate lo scontrinoSe il prodotto risulta difettoso, il consumatore può richiedere la sostituzione dell’ articolo stesso o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare. Intanto le associazioni dei consumatori invitano a tenere alta l’ attenzione per evitare spiacevoli episodi. Il Codacons mette in guardiaIl Codacons, particolarmente sensibile a queste tematiche, soprattutto in temi di crisi, mette in guardia dalle «sempre possibili fregature» e invita i consumatori a verificare la bontà dello sconto che sarà applicato da oggi L’ associazione di consumatori ricorda, infatti, che secondo le verifiche effettuate a campione lo scorso anno, un commerciante su cinque, in occasione dei saldi, gonfia il prezzo vecchio, in modo da aumentare artificiosamente la percentuale di sconto e invogliare maggiormente all’ acquisto. A livello nazionale i casi di questo tipo sono numerosi. «Un malcostume molto diffuso che si può aggirare andando prima della partenza dei saldi a verificare i prezzi. Così facendo si ha anche il vantaggio di trovare con calma i capi di abbigliamento che ci servono e che ci piacciono, in modo da poter andare, da oggi, a colpo sicuro, evitando inutili code e acquistando quello che interessa prima che la taglia sparisca. Un altro modo per aggirare la fregatura è diffidare di percentuali di sconto superiori al 50%. Un commerciante non può avere, infatti, salvo nell’ alta moda, ricarichi così alti e dovrebbe vendere sottocosto». Ma ci sono anche associazioni che bocciano i saldi. È il caso, ad esempio, di Federconsumatori. «Oggi iniziano i saldi, per la verità già anticipati dalle più varie promozioni che hanno determinato due effetti non proprio positivi. Da un lato una concorrenza sleale tra gli stessi commercianti e dall’ altro una discriminazione tra i vari clienti ( alcuni avvisati tramite sms o e-mail). Ci auguriamo quindi che questo non si attui più anche attraverso la nostra richiesta, che facciamo da anni, del superamento dei saldi stessi».n S.Bar.
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