4 Gennaio 2014

Saldi, a Varese si spende di più Tutti a caccia tra affari e sfizi

Saldi, a Varese si spende di più Tutti a caccia tra affari e sfizi

Occhi spalancati per i varesini alle prese, da oggi, coi saldi. I ribassi fanno gola, ma sono d’ obbligo le ricognizioni prima di mettere mano al portafogli. Le famiglie numerose comprano solo se necessario e sempre in maniera oculata. I giovani si dividono tra chi sta attento e chi si lascia trasportare dall’ ispirazione.Solo l’ essenzialeNon tutti definiscono un budget, ma si rispetta il limite di spesa previsto da Codacons. Anzi, Varese è pronta a spendere un po’ di più: 164 euro contro i 128 della media nazionale.Si prevedono vendite in riduzione media del 12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali. Solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante il periodo degli sconti.«Credo che le famiglie aspettino i saldi per acquistare quel che serve, cercando di risparmiare un pochino – dice Cristina Paolini che insieme al marito Alessandro Brusa è coordinatrice provinciale dell’ Associazione nazionale famiglie numerose – Ad esempio per l’ abbigliamento si aspetta fino a gennaio e ciò che si prende resta per l’ inverno successivo». Si scelgono capi classici, che non passino di moda, «abiti riproponibili nei passaggi tra fratello e fratello o tra famiglia e famiglia». Sotto l’ albero arrivano solo i capi molto desiderati. «Non abbiamo un budget preciso, o meglio adatto ad acquistare il necessario – continua – Ci sono anni in cui non compero niente coi saldi, perché i cassetti sono pieni e i ragazzi ben vestiti. Sottolineiamo sempre che non siamo costretti ad esser attenti: ma, decidendo di avere quattro figli, abbiamo fatto una scelta ponderata e felice di sobrietà». «Non ci regaliamo abbigliamento per Natale», raccontano i Biancori, che sono in sette, compresa la nonna. Come una famiglia lombarda su quattro, preferiscono attendere i saldi per «prendere solo il necessario». Per i giovani la marca non è tutto, a fare breccia nella loro fantasia sono le catene straniere low cost.«Non sono una patita dei saldi – dice Deborah Mattaini – C’ è tanta confusione, i prezzi non sono stracciati all’ inizio e quando scendono spesso non c’ è più quello che voglio o sono finite le taglie giuste. Se vado a fare spese, mi do un budget da non sforare: punto ad avere più capi a prezzi minori».Nei negozi meno conosciuti«Vado in giro a vedere quello che c’ è, ma so già quello che voglio – racconta Lorenzo Fornaroli – Non mi do un preciso limite di spesa e poi finisce che spendo sempre troppo. Non mi interessano le grandi marche, preferisco prendere più cose, spendendo meno. Se si punta a un brand noto, lo si acquista a prescindere dagli sconti».«Mi do un budget di 100 euro – spiega Sharon Crestani – Di solito anche una cosa da poco la prendo. Compro tantissimo negli outlet e in negozi con prezzi accessibili, come Stradivarius».Spesso a gennaio si riesce a soddisfare un capriccio, come conferma Silvia Bosoni: «Se voglio prendere qualcosa di importante e di bello, tendenzialmente aspetto i ribassi. Coi saldi è facile togliersi gli sfizi, ma non spendo mai più di 30 euro per un paio di cose, altrimenti rischio d’ accumulare abiti che non uso. In periodo di crisi, cerco di non comprare cose che uso una volta sola. Bisogna sempre girare perché, a volte, in negozi che non si conoscono si trovano cose più interessanti».n.
laura botter
 

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