Saldi, è scattata la caccia all’ affare
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fonte:
- La Gazzetta del Mezzogiorno
• Parte bene il primo giorno di saldi. Sconti a partire dal 20 per cento, con punte del 70 (che sbanderiato sin dai primi giorni, desta sempre qualche sospetto) per invogliare i clienti a spendere per abbigliamento e calzature, ma anche arredamento, elettronica e oggettistica varia. Buona l’ af fluenza lungo via Trinchese e in piazza Mazzini a Lecce, dove franchising e outlet delle grandi firme sono in cima alle preferenze. Non si registra, però, il pienone: traffico sì, tanta gente per le strade, ma prima di tirare fuori il portafogli il consumatore ci pensa più di una volta. «Si spende meglio, con più consapevolezza», dice To t i c ch i o, titolare di uno degli storici negozi leccesi di abbigliamento sportivo. «Se questo via vai di clienti durasse almeno una settimana – ammette – recupereremmo almeno in parte il disastro registrato a Natale». Fra i commercianti del capoluogo salentino, in realtà, il clima è tutt’ altro che disteso. Colpa della crisi, certo. Un po’, però, sono cambiati anche i consumi: la stagione dei saldi non si aspetta più con la trepidazione di una volta, perché la sirena degli sconti e delle promozioni suona ormai tutto l’ anno. Anche in occasione dei saldi invernali, d’ altronde, molti negozi hanno giocato d’ anticipo inviando sms ai clienti più affezionati o praticando sottobanco uno sconto alla cassa. «È ormai prassiammettono i commercianti di Galleria Mazzini – non è giusto fare pagare a prezzo pieno un capo, se poi dopo una settimana quello stesso capo il cliente lo trova scontato». A questo si aggiunge il boom degli acquisti on line, che quest’ anno sono aumentati del 37 per cento. Altra amara consapevolezza, poi, è che il budget a disposizione dei consumatori si è notevolmente ridotto. Secondo Confcommercio, ogni famiglia spenderà al massimo 340 euro. Ma i negozianti leccesi non si fanno grosse illusioni: «Anno dopo anno – dicono – la differenza si vede: va sempre peggio, basta contare le vetrine ormai vuote nel centro della città. Ora speriamo nelle svendite di fine stagione, ma abbiamo sulle spalle mesi e mesi davvero difficili». Se i saldi invernali daranno dunque l’ auspicata boccata d’ ossigeno al commercio locale, è ancora presto per dirlo, anche se il Codacons è pessimista: solo il 35 per cento delle famiglie, secondo l’ associazione dei consumatori, farà acquisti, con una riduzione compresa tra il 10 e il 15 per cento rispetto allo scorso anno. Per chi è deciso a spendere, il consiglio è di fare attenzione alle “fre gature”, tipo fondi di magazzino piazzati sugli scaffali come nuovi e ritocchi all’ insù dei cartellini dei prezzi. Meglio monitorare in anticipo i capi da acquistare o rivolgersi a negozi di fiducia.
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