5 Gennaio 2014

Sconti da non perdere saranno i più convenienti degli ultimi dieci anni

Sconti da non perdere saranno i più convenienti degli ultimi dieci anni

Sono partiti ieri in tutta Sicilia i saldi invernali con promozioni di almeno il 30-40%. Sconti consistenti che, nella speranza dei commercianti, potrebbero segnare finalmente un’ inversione di tendenza rispetto all’ austerity degli ultimi anni di crisi, diventata ormai un’ abitudine nei consumi delle famiglie italiane. I saldi potrebbero insomma rappresentare un primo momento di riscatto dopo un 2013 pessimo per il settore dell’ abbigliamento, in cui hanno chiuso, ricorda la Federazione moda dell’ associazione, 11.900 negozi, quasi 1.000 al mese. Gli italiani torneranno dunque a guardare le vetrine, studiando attentamente vecchio e nuovo cartellino, in cerca dei migliori affari o del regalo perfetto, trascurato prima di Natale perché troppo caro. La spesa media di aggirerà sui 150 euro a testa (155 secondo Confesercenti, 148 secondo Confcommercio che stima un volume d’ affari complessivo di 5,4 miliardi). «Dalle informazioni che provengono dai nostri associati – spiega Roberto Manzoni, Presidente di Fismo, l’ associazione Confesercenti del commercio al dettaglio di moda e abbigliamento – i prossimi saldi saranno i più convenienti degli ultimi dieci anni: gli imprenditori praticheranno sconti sostenuti per recuperare un anno difficile: oltre alla crisi economica, il settore è stato colpito anche dal clima, con una primavera fredda e un’ estate in ritardo e troppo lunga. La conseguenza è stata un aumento delle rimanenze di magazzino e quindi delle opportunità per chi acquista in saldo. Anche le vendite di Natale sono andate peggio del previsto, registrando cali su tutto il territorio nazionale». Anche secondo Confcommercio, su 25,8 milioni di famiglie italiane ben 16 milioni faranno ricorso ai saldi in un clima di sfiducia e recessione economica. Questi i dati: una spesa da 5,4 miliardi, il 18% del fatturato annuo del settore, pari a 340 euro a famiglia e 148 euro a persona. «Penso però – afferma Renato Borghi, Presidente di Federazione Moda Italiache prima o poi si dovrà assistere ad un’ inversione di tendenza della spesa delle famiglie ed auspico che ciò possa coincidere proprio in occasione dell’ avvio di questi saldi. Insomma, dopo un lungo periodo così austero, spero che, nonostante le preoccupazioni, la demoralizzazione e lo sconforto, gli italiani non rinuncino al tradizionale e straordinario rito dei saldi». In base alle stime del Codacons, l’ associazione dei consumatori che ogni anno diffonde i dati ufficiali sull’ andamento delle vendite durante il periodo di sconti, i saldi invernali nelle principali regioni, faranno segnare numeri negativi. Allo stato attuale – spiega l’ associazione – solo il 35% delle famiglie italiane prevede di fare qualche acquisto durante gli sconti (contro il 40% dei saldi invernali 2013). Le vendite sul territorio in regime di saldi segneranno una riduzione media del -12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali, ma raggiungeranno punte del -30% nelle città del sud Italia. La spesa media delle famiglie durante gli sconti non supererà quota 200 euro. «Far partire i saldi subito dopo Natale è una scelta suicida, perché i portafogli dei consumatori sono stati svuotati dalle spese per le festività natalizie e di Capodanno – spiega il presidente Carlo Rienzi – Tutti gli indicatori economici ci dicono poi che le famiglie hanno drasticamente tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare, e rinunciano del tutto ai beni non indispensabili. I saldi diventano quindi sempre più un lusso per ricchi e non a caso – prosegue Rienzi – gli unici negozi che nonostante la crisi registrano vendite positive sono le boutique d’ alta moda». «Ma sembra – si legge in una nota del Codacons -, secondo le verifiche a campione effettuate dal’ associazione dei consumatori a Napoli, Milano e Roma, che in media l’ 80% dei negozianti ha già effettuato sconti nelle ultime settimane: da chi mette sfacciatamente le scritte promozionali in vetrina, a chi si ingegna inviando ai clienti sms, letterine, tessere sconto o, molto più semplicemente, abbassa il prezzo al momento dell’ acquisto. In particolare i saldi sono già iniziati nell’ 85% dei negozi di Napoli (complice la partenza anticipata al 2 gennaio), nell’ 80% di quelli di Roma e nel 75% di quelli di Milano (era il 65% il 27 dicembre). Percentuali destinate ad alzarsi ulteriormente nei prossimi giorni», spiega il Codacons, che parla dell’«ennesima dimostrazione di quanto sia anacronistico e ridicolo che le regioni debbano ancora fissare ogni anno le date dei saldi invece di lasciarle alla libera scelta di ogni singolo negoziante».

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