Assaliti solo gli outlet 70mila a Barberino Negozi, pochi acquisti
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fonte:
- il Tirreno
di Gemma Vignocchi Gente in giro per negozi ieri, primo giorno di saldi e sabato, se n’ è vista tanta dappertutto, nonostante la pioggia più o meno battente sull’ intera Toscana. Ma l’ atmosfera non era in generale di grande entusiasmo. Le svendite sembrano partite alla grande solo negli outlet, con un vero e proprio assalto ai Gigli e al centro commerciale di Barberino di Mugello. Per il resto la situazione è un po’ a macchia di leopardo, con negozianti a volte delusi, a volte soddisfatti, ma l’ avvio è in media sottotono in tutta Italia. Rischia così di andar delusa la speranza che i saldi possano risollevare almeno un po’ i consumi dopo il flop pre-natalizio. Pochi segnali di fiducia, insomma. Le stime. La Confesercenti tira già fuori i primi dati: solo il 36% degli italiani – dice – approfitterà dei ribassi e la spesa media sarà intorno ai 190 euro per famiglia, con un calo dell’ 11,5% rispetto all’ anno scorso (quando già c’ era stata una forte contrazione). E non s’ allontana molto da queste stime il Codacons che parla di un 10-15% in meno. In Toscana però la capacità di spesa è più alta: Confcommercio calcola in 340 euro il budget che ogni famiglia destinerà agli acquisti scontati. Ma per i bilanci, seppur provvisori, bisognerà aspettare per lo meno domani sera: oggi e domani infatti la maggior parte dei negozi sarà aperta e si potrà così approfittare di due giorni festivi (per i più piccoli ci sono poi ancora in ballo i regali della Befana). Si spera anche di catturare i turisti – visto che siamo ancora in tempo di vacanza – soprattutto nelle città d’ arte. Folla di curiosi. Sono tanti quelli che si fermano di fronte alle vetrine, tanti anche quelli che entrano, guardano, toccano, chiedono, controllano i cartellini e alla fine salutano. “Ci penso” “Caso mai ritorno” sono le frasi che più ricorrono. Grande cautela insomma. Prima ci si fa un’ idea della percentuale di sconto, si prova un abito oppure un paio di scarpe, poi chissà: forse si torna per comprare o forse no. I consumatori «puntano ad acquisti mirati, limitati da un bugdet sempre più ristretto a causa della crisi», nota Carlo Rienzi, presidente del Codacons. Il cliente è sempre più selettivo e acquista solo ciò che gli serve. Segnali positivi, in Toscana, vengono da Lucca, dove più di un commerciante ammette che i saldi sono partiti bene «anche se si dovrà valutare come procederanno». Ma c’ è chi nota che «la gente si butta sugli articoli più convenienti» e sta molto attenta al costo. A Firenze tengono i negozi del centro, grazie agli stranieri attratti dal made in Italy, mentre i residenti scelgono gli esercizi soliti e s’ indirizzano verso abbigliamento e calzature. L’ affluenza è comunque in lieve calo, così come gli scontrini medi. Outlet da record. Musica diversa quando si parla di outlet, e lo si è capito già ieri mattina dalle code sulla A1, tra i caselli di Calenzano e di Barberino di Mugello. I responsabili del centro commerciale firmato McArthurGlen parlano di 70mila visitatori, con un aumento del 6 per cento rispetto all’ anno scorso. I bus-navetta hanno trasportato un numero di persone quattro volte superiore a quello del primo giorno di saldi del 2013 e a un certo punto è stato necessario addirittura mettere dei nastri (come quelli degli aeroporti) a mo’ di transenna per incanalare la gente in lunghe file. Posteggi pieni anche ai Gigli. Non si sa ancora però se a tale ressa corrisponda anche un alto numero di acquisti. A livello nazionale si teme un trend negativo per Roma, mentre Milano e Torino potrebbero registrare un lieve aumento. Legge regionale da rivedere. In attesa di dati più certi, le associazioni di consumatori continuano a chiedere la liberalizzazione dei saldi – oggi “disturbati”, dicono, dalle promozioni frequenti – «per favorire la concorrenza e un sistema di prezzi più trasparente». E il deputato di Scelta Civica Gianfranco Librandi si è impegnato a presentare un disegno di legge: con i saldi liberi – sostiene – si risparmierebbero in media 300 euro annui a famiglia. Intanto l’ assessore al Commercio della Toscana Cristina Scaletti promette la revisione della legge regionale del settore. L’ obiettivo – spiega – sarà di «semplificare gli adempimenti amministrativi eliminando i passaggi non necessari e arcaici per contribuire alla riduzione dei costi di gestione» dei negozi. L’ assessore annuncia che verranno stanziati anche nuovi fondi «per sostenere chi vuole investire e ammodernare scommettendo su una ripartenza che, con il turismo, abbiamo dimostrato ancora possibile».
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