Lotteria, caccia ai biglietti: esauriti
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fonte:
- La Nazione
«COME FINITI» . Una signora guarda sconsolata il tabaccaio, il tabaccaio restituisce lo sguardo e la delusione. Ma i biglietti sono proprio finiti. Loro, i tagliandi della Lotteria Italia, il trenino della fortuna che nel tempo aveva perso carrozze e locomotore. Fino a qualche anno fa il 6 gennaio era un rito nazionale: biglietti in mano a papà, la famiglia intorno, la consultazione febbrile delle serie. Poi la fortuna ha cominciato a chiedere passaggi dappertutto, «gratta e vinci» in testa, e la Lotteria ha perso le foglie come gli alberi d’ autunno. Foglie e biglietti.Un crollo verticale in pochi anni nella vendta dei tagliandi. Ora la ripresa. Dati esatti sulla provincia non ce ne sono, perché la distribuzione dei tagliandi è centralizzata e non ha più un referente di zona. Però la risalita è palpabile. Oltre sette milioni di biglietti venduti, un balzo in avanti rispetto all’ anno scorso del 10% e qualcosa. Non bastano, è chiaro, a riportarci ai livelli delle vecchie Canzonissime o delle edizioni di Fantastico abbinate al concorso. Ma è un’ inversione di tendenza i cui effetti arrivano fin qua. Si calcola che in provincia siano stati venduti tra i trentamila e i quarantamila tagliandi. Con punte negli autogrill tornati della fortuna, la nomea che qualcuno si trascina nel tempo anche se le ultime vincite sostanziose risalgono a tanti anni fa. E in giro di biglietti non ne è rimasto uno. NON CI CREDETE? Prego, controllate. Perché da giorni prosegue questo pellegrinaggio da una ricevitoria all’ altra, a caccia del tagliando all’ ultimo tuffo. C’ è perfino chi per scelta i biglietti li compra solo in zona Cesarini, convinto che tra quelli si nasconda il plurimilionario. E sbaglia. Perché se si nasconde lì, di certo l’ uomo d’ oro non sarà aretino. In città ci sono tabaccherie che hanno esaurito completamente le scorte tra Natale e Capodanno. E non è solo merito, o magari colpa, di una moda di ritorno, di una irresistibile febbre vintage. No, dietro c’ è anche lo zampino dello Stato. In pratica fino all’ anno scorso le tabaccherie potevano riconsegnare le rese in qualunque momento, l’ invenduto non gravava sui bilanci del piccolo imprenditore ma veniva rimborsato. Ora non più: quello che non vendi ti resta sul gozzo a meno che tu non lo abbia restituito al mittente entro il 31 dicembre. Morale? C’ è stata la corsa a liberarsi della patata bollente. Tanto che ieri è intervenuto perfino il Codacons, l’ associazione dei consumatori. Che in genere era in campo solo per vigilare la correttezza dell’ estrazione e stavolta è stata costretta agli straordinari perfino nella fase di bigliettazione. E chi ha i tagliandi? Se vorrà stasera potrà rinnovare il rito. Perché la torta resta ricca, almeno per chi dovesse infilarci le dita e le unghie: solo oggi ci saranno in palio 365 mila euro, più i sei premi di prima categoria abbinati ai biglietti della Lotteria. Uno su tutti, quello da cinque milioni, la chimera che generazioni hanno inseguito seguendo Corrado o Pippo Baudo. E che stavolta è appesa alle ricette di Antonella Clerici, la trasmissione ammiraglia di gastronomia. I vip in Tv ai fornelli a cucinare, tutti gli altri a sperare di vincere per non cucinare più. La felicità non è di questo mondo. E la fortuna spesso neanche. Alberto Pierini.
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