Un 2014 al freddo e al verde
Il venditore di almanacchi prometteva al navigato Giacomo Leopardi un nuovo anno in rosa e oro. Il 2014 degli italiani si apre invece al freddo e al verde. Non solo un rapporto di VaasaEtt, un think tank sul settore energetico, mostra che dal 10 al 20% delle famiglie italiane non può riscaldare abbastanza la propria abitazione, e che una percentuale analoga resta indietro col pagamento delle utenze. Ma risulta anche che abbiamo tagliato le spese di Natale, e che come consumatori abbiamo perso fiducia. Non immaginavamo certo di essere uno dei Paesi europei più colpiti dalla povertà di energia. Per gli economisti c’ è «povertà di energia» quando una famiglia non si può permettere di riscaldare la casa in modo adeguato, oppure di cucinare, illuminare i locali o far andare gli elettrodomestici. Nella classifica europea i Paesi messi peggio sono quelli baltici, quelli balcanici e il Portogallo. Anche l’ Italia però ha una percentuale di famiglie energeticamente povere compresa fra il 10 e il 20%. Come dire che tra un quinto e un decimo di noi la sera se ne sta al freddo, mangia crudo e non cuce né legge, più o meno la stessa quota che è indietro con il pagamento delle bollette. Come mai? Semplice: la gente è stretta nella tenaglia fra redditi bassi e prezzi alti. Le brutte notizie non si limitano all’ energia. I consumi di Natale, secondo il Codacons, sono stati «una vera e propria débâcle», con gli acquisti tipici scesi rispetto all’ anno scorso dell’ 8% e i regali diminuiti del 15%. Quando ne va di mezzo il Natale, vuol dire che le cose sono davvero gravi. Per i consumi diversi dagli alimentari gli italiani hanno speso 600 milioni di euro in meno rispetto al 2012, e ben 7,7 miliardi di euro in meno rispetto a quanto profondevano nel 2007. Rispetto a quell’ anno, del resto, il pil per abitante è sceso dell’ 11,5%. E per quanto Enrico Letta si ostini a offrirci i suoi lunari nuovi, questa è proprio crisi. Non è che la gente non se ne accorga. L’ Istat dice che la fiducia dei consumatori è scesa dal 98,2 di novembre al 96,2 di dicembre, il dato peggiore dallo scorso giugno. La gente, anche se la cosa stupisce, ha creduto al miglioramento delle prospettive generali ? i giudizi sulla componente economica migliorano, da 91,7 a 93,0 ? ma in compenso ha scalato le valutazioni del proprio quadro personale (da 101,1 a 97,3). Insomma, la gente pensa che le cose miglioreranno? ma solo per gli altri. Buon 2014. Paolo Brera [email protected].
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- ECONOMIA & FINANZA
