29 Dicembre 2013

Previsioni buie per i saldi invernali

Previsioni buie per i saldi invernali

Previsioni buie per i saldi invernali al via il 4 gennaio prossimo in gran parte d’ Italia. Lanciano l’ allarme le associazioni dei consumatori, secondo cui non più del 37% delle famiglie italiane, pari a circa 9 milioni, pensa di fare qualche acquisto durante gli sconti, contro il 40% dei saldi invernali 2013. E le vendite naturalmente registreranno nuovi minimi: il Codacons stima un calo medio del12,5% rispetto ai precedenti saldi invernali; per Federconsumatori-Adusbef la contrazione sarà dell’ 11,3% rispetto allo scorso anno, quando c’ era già stato un crollo del18,8%, mentre la spesa media sarà di 194 euro a famiglia, per una spesa complessiva di appena 1,73 miliardi di euro. “Far partire i saldi subito dopo Natale è una scelta suicida, perché i portafogli dei consumatori sono stati svuotati dalle spese per le festività natalizie e di Capodanno”, spiega il Presidente del Codacons Carlo Rienzi. “Tutti gli indicatori economici ci dicono poi che le famiglie hanno drasticamente tagliato i consumi addirittura nel settore alimentare e rinunciano del tutto ai beni non indispensabili. I saldi diventano quindi sempre più un lusso per ricchi”, aggiunge Rienzi, sottolineando che “non a caso gli unici negozi che nonostante la crisi registrano vendite positive sono le boutique d’ alta moda”. E Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti di Federconsumatori-Adusbef sollecitano il governo “ad agire urgentemente per un rilancio del potere di acquisto delle famiglie e dell’ intera economia con una detassazione per le famiglie a reddito fisso”. Nell’ oscurità che da anni avvolge l’ Italia si incomincia però a intravedere un sottile raggio di luce. E per tutti coloro che si sentono meno pessimisti e che vorranno fare shopping durante i saldi, il Codacons suggerisce alcuni consigli per “evitare fregature”. In primis, conservare sempre lo scontrino perché non è vero che i capi in svendita non si possono cambiare. Il negoziante è infatti obbligato a sostituire l’ articolo difettoso e se il cambio non è possibile si ha diritto alla restituzione dei soldi e non a un buono. Si hanno inoltre due mesi di tempo, non 7 o 8 giorni, per denunciare il difetto. Diffidare poi degli sconti superiori al 50% perché spesso nascondono merce non proprio nuova. Quindi servirsi preferibilmente nei negozi di fiducia e non acquistare in quelli che non espongono il cartellino che indica il vecchio prezzo, quello nuovo e il valore percentuale dello sconto. Se infine si pensa di avere preso una fregatura, chiamare i vigili urbani o rivolgersi alle associazioni dei consumatori.

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