In fin di vita dopo il rogo sulla supercar
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fonte:
- Gazzetta di Reggio
di Miriam Figliuolo wCASALGRANDE Sta lottando tra la vita e la morte Daniele Valestri, il 48enne di Casalgrande, tirato fuori sabato mattina dall’ auto in fiamme, una Lamborghini Aventador, su cui stava viaggiando in compagnia di un amico, alle porte di Solignano nuovo, in provincia di Modena. Gravi le condizioni anche del bolognese 24enne Flavio Pierleoni, ricoverato al Centro ustionati del “Bufalini” di Cesena. Esclusa l’ alta velocità – un testimone riferisce che l’ auto procedeva ad andatura regolare – resta l’ ipotesi che alla base dell’ incidente ci sia un guasto meccanico: l’ auto era stata appena sottoposta a un controllo in un’ officina. Per i familiari e gli amici dei due sono queste ore di grande angoscia e apprensione. Valestri, che ha due figli, è ricoverato nel reparto di Rianimazione del Maggiore di Parma, in condizioni gravissime. Si teme per la sua vita. Ha riportato un trauma toracico bilaterale con la compromissione degli organi interni e ha gravi ustioni sul volto e sul collo con lesioni alle vie aeree. I genitori e il fratello e la sorella, Massimo e Simona, che a Casalgrande sono proprietari della pizzeria “Asino Cotto”, sono volati a Parma non appena hanno saputo e trascorrono tutto il tempo lì. In attesa di un qualche cenno positivo che riaccenda le speranze. Il locale ieri era aperto, ma l’ apprensione anche lì era altissima. La famiglia intanto ha deciso di farsi tutelare dal legale, l’ avvocato Simona Della Casa, che segue anche il Pit Lane, l’ azienda di Maranello che affitta auto di grossa cilindrata, di cui Valestri è titolare. Dallo studio dell’ avvocato ieri è arrivato il comunicato emanato per conto dei Valestri. «Intendo tutelare la famiglia, soprattutto dallo sciacallaggio che qualcuno, in fattispecie la Codacons, ha già messo in atto in un frangente, che ha precipitato la famiglia in un dramma – ha detto il legale ieri – Alla base dell’ incidente c’ è un guasto meccanico. L’ auto non procedeva a forte velocità, come sostenuto anche dal testimone (Romano Boni, ndr), che poi ha tratto in salvo Daniele e Flavio. Quest’ ultimo è un pilota professionista, amico di Valestri. I due erano partiti poco prima dal Pit Lane per un giro sull’ auto che aveva in sua disponibilità e che è di proprietà del Bull Bar di Bologna (un locale di Sant’ Agata Bolognese che, oltre alle colazioni e ai pranzi mette a disposizione dei suoi clienti anche auto di grossa cilindrata, ndr). Nulla a che vedere con gli affari di Daniele dunque». «A seguito degli ormai noti fatti di cronaca che hanno tragicamente coinvolto Daniele Valestri – riporta la nota – la sua famiglia ha ritenuto opportuno conferire mandato al nostro Studio. Il signor Pierleoni nella prima mattinata di ieri si era recato dall’ amico Valestri al solo fine di condividere con quest’ ultimo una breve tour con l’ autovettura a sua disposizione, di proprietà della società bolognese Toro s.r.l.. pilota esperto uno, noto appassionato di autovetture, tanto da voler sviluppare una specifica attività lavorativa in questo settore, l’ altro, non certamente due incauti in cerca di avventure, percorrevano le strade limitrofe a Maranello senza alcuna velleità sportiva. Le cause dell’ incidente sono ad ogni probabilità da ravvisarsi a un cedimento strutturale del mezzo. Nessuna connessione pertanto con l’ attività della società Pit Lane s.r.l., neppure indiretta. Lo sciacallaggio mediatico di questo dramma puramente familiare da parte di alcuni soggetti al solo fine di pubblicizzare le proprie “attività” e le proprie “battaglie”, è del tutto fuori luogo e offensivo per le famiglie che stanno lottando insieme ai propri cari. La famiglia Valestri, invece, vuole sentitamente ringraziare il signor Boni, senza il cui coraggio e generosità non ci sarebbe stato scampo per gli occupanti dell’ autovettura». Ieri anche il padre di Pierleoni, Giuliano, comandante della polizia stradale di Casalecchio di Reno (Bologna) ha precisato: «Alla guida non c’ era mio figlio. Ieri (sabato, ndr) era solo un’ uscita di prova dopo che l’ auto era uscita da un’ officina. Flavio mi aveva detto che però qualcosa non andava in quella macchina. Come può prendere fuoco così un’ auto da 400mila euro?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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