20 Dicembre 2013

ANSA/ Crisi:Istat,nuovo calo consumi,colpiti anche alimentari

ANSA/ Crisi:Istat,nuovo calo consumi,colpiti anche alimentari

(ANSA) – ROMA, 20 DIC – Le vendite nei negozi vanno male, soffrono soprattutto le botteghe di quartiere, ma il giro d’affari si restringe anche per i supermercati, solo i discount riescono a cavarsela, intercettando le preferenze di quanti, ormai sempre di più, rinunciano ai marchi pur di risparmiare. La contrazione del commercio al dettaglio registrata dall’Istat a ottobre è solo l’ultima di una lunga serie quasi ininterrotta, specchio di consumi al palo. Una crisi che non esclude gli alimentari. Passando alle cifre, le vendite al dettaglio a ottobre sono rimaste sostanzialmente ferme rispetto a settembre mentre sono scese dell’1,6% a confronto con lo scorso anno. L’alimentare è andato sotto dello 0,2% su base mensile, perdendo lo 0,6% a paragone con il 2012. Si tratta dell’ennesima erosione, che porta l’indice destagionalizzato al livello più basso dall’ottobre del 2001, ovvero da dodici anni. Il 2013 si candida così a diventare sul fronte consumi uno degli anni peggiori in assoluto: se si guarda ai primi dieci mesi la perdita è già al 2,2%. Difficilmente novembre e dicembre riusciranno a capovolgere la situazione, soprattutto se, come annunciato, sarà un altro Natale magro. I portafogli non si aprono più davanti a niente, non solo si taglia il ‘superfluo’ ma risultano in diminuzione perfino le vendite di prodotti farmaceutici (-2,5%). Sempre meno frequentati sia i piccoli negozi (-2,9%) che i supermercati (-1,1%), invece cavalcano la crisi i discount (+2,4%), dove ormai fanno i loro acquisti ben 6,5 milioni di italiani, stando ai calcoli della Cia-Confederazione italiana agricoltori. Tutti aspettavano al varco i dati dell’Istat su ottobre, mese in cui è scattato l’aumento dell’aliquota Iva dal 21% al 22%. E il risultato, un ulteriore calo, riassume la Confesercenti, è ”grave ma non inatteso”, visto il ”colpo di grazia” inferto con il rialzo della tassa. Sulla stessa linea Confcommercio, che spiega: ”Gli incerti segnali di stabilizzazione non hanno ancora prodotto effetti sulla domanda delle famiglie”. Vede ancora più nero il Codacons, che parla di consumi alimentari ”tornati ai livelli degli anni Sessanta”; mentre Federconsumatori e Adusbef stimano per il 2013 una riduzione della spesa dedicata ai prodotti della tavola pari a 257 euro a famiglia. Dai negozi alle fabbriche poco cambia: ottobre è stato difficile anche per le imprese, con il fatturato, fa sapere sempre l’Istat, in calo dello 0,7% su settembre e dell’1,3% su base annua. Continua a pesare la cattiva performance del mercato nazionale. Insomma il problema è sempre una domanda interna ridotta al lumicino, con un’economia che dipende dalle esportazioni. A riguardo, non fa ben sperare il dato sulle commesse: gli ordini raccolti fuori confine hanno perso il 6% in termini congiunturali. (ANSA).

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