«Cardiologia, dall’ ateneo brutto segno»
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fonte:
- Il Resto del Carlino
«Cardiologia, dall’ ateneo brutto segno»
di VALENTINA BELTRAME «SONO profondamente sorpreso dalla decisione dell’ Università di non costituirsi parte civile nel processo relativo all’ inchiesta sul reparto di Cardiologia». Per Emilio Sabattini, presidente della Provincia e insieme al sindaco Giorgio Pighi anche della conferenza territoriale sociosanitaria, che con Ausl, Policlinico, Comitato etico, Regione, ?Amici del cuore’, Codacons prenderà parte alle udienze, l’ ateneo ha perso un’ occasione per far capire ai cittadini che, dai tempi dello scandalo sulle presunte sperimentazioni non autorizzate, qualcosa è cambiato. La decisione dell’ Università, comunicata ieri dal rettore Angelo Andrisano, è stata presa all’ unanimità, senza astensioni, dal consiglio di amministrazione. L’ ateneo si riserva di agire in sede civile contro la professoressa Maria Grazia Modena, unica imputata dipendente dell’ Università, solo in caso di condanna. «NON RIESCO a capire le ragioni di questa scelta – dice Sabattini – Sarà la magistratura a decidere se sono stati commessi reati, ma di fronte al danno subito sul piano dell’ immagine credo che la costituzione di parte civile sia un atto dovuto. L’ immagine dell’ ateneo è stata lesa profondamente». Sabattini è deluso perché la decisione dell’ Università rompe il ?blocco’ istituzionale che vede tutti gli altri enti compatti: «Abbiamo bisogno di un ateneo forte – sottolinea – Serviva un segnale». Sabattini spiega che la conferenza sociosanitaria, così come Policlinico, Ausl e Regione, hanno deciso di essere parte civile nel processo anche «per dimostrare alla società modenese che le istituzioni sono intransigenti sugli aspetti etici e morali della sanità. La mancanza dell’ Università di certo non fa bene. Ma l’ ateneo ha ancora tempo per cambiare idea». PIGHI e Sabattini avevano deciso, fin da subito che, nel caso l’ indagine fosse approdata in tribunale, la conferenza sociosanitaria locale non sarebbe rimasta fuori dall’ aula: «E’ un dovere verso i cittadini che rappresentiamo e che hanno diritto alla salute – conclude Sabattini – Sembra invece che l’ ateneo non si muova in sintonia con il resto delle istituzioni e, in particolare, con il Policlinico che è l’ azienda ospedaliero-universitaria. Insomma, anche in questa vicenda l’ Università rimane sola». Per Sabattini il rettore ha perso l’ occasione di dare una svolta dopo che l’ inchiesta ?Camici sporchi’ ha gettato più di un’ ombra sull’ azienda ospedaliero-universitaria, scoperchiando un sistema di sperimentazioni sospette e di legami diretti tra medici e aziende biomedicali, multinazionali che facevano confluire denaro sui conti correnti di tre Onlus intestate al braccio destro della prof Modena nel reparto di Cardiologia, l’ emodinamista Giuseppe Sangiorgi. INTANTO si è appreso che ieri mattina la professoressa Modena non si è presentata al colloquio con la commissione che deve scegliere il candidato per ricoprire il ruolo di direttore della struttura complessa di Cardiologia dell’ ospedale di Baggiovara. La prof, insomma, avrebbe deciso all’ ultimo momento di rinunciare alla sua candidatura a primario, dopo aver presentato i suoi titoli e le sue numerose pubblicazioni. Attualmente la prof lavora al check-up center di via Verdi. All’ Università, infine, girano voci di reintegro all’ insegnamento: la sospensione era valida fino alla richiesta di rinvio a giudizio.
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