18 Dicembre 2013

Formazione, è già scontro processuale

Formazione, è già scontro processuale

L’ immediato s’ è aperto ieri mattina e sono state già scintille processuali, degne della migliore tangentopoli d’ altri tempi. Ma c’ è un dietro le quinte altrettanto interessante che si sta evolvendo in queste ultime settimane, nel calderone ormai scoperchiato della formazione professionale a Messina e in Sicilia, nome in codice operazione “Corsi d’ oro”. Già, perché mentre il primo troncone è già sbucato in un’ aula di giustizia ieri mattina, sotto il sole dicembrino che filtrava dalle finestre, e s’ è cominciato il giritondo preliminare di eccezioni e controdeduzioni, la partita a scacchi tra accusa e difesa, ci sono altri due fatti nuovi e clamorosi da registrare. Ovvero che la Procura tra il 12 e il 16 novembre scorsi ha chiesto e ottenuto dal gip De Marco una nuova proroga delle indagini, la seconda, quindi altri sei mesi di tempo, per il troncone principale dell’ inchiesta, il famigerato faldone siglato “n. 7696” del 2011. E lo ha fatto per undici persone. Altro passaggio, segreto e clamoroso. Ci sono tutta una serie di nuovi indagati che in questi giorni sono stati già interrogati, alcuni si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, per un nuovo filone d’ inchiesta che nasce da altri accertamenti di Guardia di finanza e Sezione di Pg della polizia, ovvero i due team di inve Per quasi tutte le eccezioni difensive i giudici si sono riservati e decideranno entro il 9 gennaio prossimo stigatori che in questi mesi hanno lavorato astretto contatto con il pool coordinato dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita. Tornando al processo che s’ è aperto ieri mattina davanti alla seconda sezione penale del tribunale presieduta dal giudice Rosa Calabrò e composto dalle colleghe Valeria Curatolo e Claudia Misale, la decisione più importante adottata dal collegio riguarda le parti civili. Per tutto il resto delle eccezioni difensive, dopo un’ udienza affollatissima che s’ è aperta intorno alle 10 e s’ è chiusa solo dopo le 18, i giudici si sono riservati e faranno conoscere le loro decisioni il 9 gennaio prossimo, data di rinvio del procedimento. E sullo sfondo della prima udienza si sono visti tutti i primi bagliori della “guerra” che si scatenerà tra la Procura e i difensori passo dopo passo, eccezione dopo eccezione, testimonianza dopo testimonianza. Del resto c’ è seduto tra i banchi di questo dibattimento un collegio difensivo di primo piano, con alcuni pezzi da novanta che vengono da fuori, e alcune delle questioni prettamente giuridiche poste ieri dai difensori, e su cui sarebbe troppo lungo soffermarsi, il tribunale dovrà esaminarle molto attentamente. Basti pensare alla sussistenza degli elementi per celebrare l’ immediato oppure all’ evidenza della prova, tanto per citare alcuni argomenti. Oppure, ancora, il fatto che alcuni imputati figurino nel nuovo atto di proroga delle indagini. Dal canto suo il procuratore aggiunto Sebastiano Ardita, che ieri mattina era in aula insieme al sostituto Fabrizio Monaco a rappresentare l’ accusa, ha detto quasi subito parlando al microfono dopo le prime eccezioni di Per quasi tutte le eccezioni difensive i giudici si sono riservati e decideranno entro il 9 gennaio prossimo fensive, che il suo ufficio non accetterà dilazioni o perdite di tempo, ma vuole un processo spedito. La Procura s’ è opposta in ogni caso a tutte le eccezioni difensive proposte. Di tutti gli imputati solo in tre ieri erano presenti, ovvero Nata le Capone, Pugliares e Bartolone. Tutti gli altri non si sono fatti vedere. E due gli enti che si sono costituiti formalmente, la Centro Servizi srl e l’ Associazione Pianta Verde. Gli altri non lo hanno fatto ma possono in qualsiasi momento. E su tutto incombe la custodia cautelare per undici imputati, che sono ancora agli arresti domiciliari. Quasi tutti gli avvocati già da stamattina presenteranno una nuova istanza di scarcerazione alla seconda sezione penale del tribunale. Adesso saranno loro, i giudici del dibattimento, a dover decidere sulla libertà. Per quel che riguarda le parti civili già da ieri, lo ha deciso il tribunale con un’ apposita ordinanza, entrano a far parte del procedimento la Regione Siciliana e il Codacons, così come tredici lavoratori della galassia -formazione. Per i lavoratori i giudici hanno però ammesso la loro costituzione in giudizio solo nei confronti dei singoli imputati, mentre hanno rigettato le richieste in riferimento agli enti coinvolti. E sarà un caso, ma forse no, tutti i lavoratori costituiti in giudizio “se la prendono” solo con l’ Ancol, non c’ è stato nessuno che s’ è presentato per reclamare qualcosa verso gli altri enti coinvolti, quelli della galassia Genovese-Rinaldi, per intenderci. Ci si rivede il 9 gennaio, ma fino a quella data potrebbe succedere ancora dell’ altro, viste le nuove attività investigative in corso.4.
nuccio anselmo

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