17 Dicembre 2013

Laura Boldrini risponde al Codacons sulla bufala del viaggio a spese tue

Laura Boldrini risponde al Codacons sulla bufala del viaggio a spese tue

Pronta replica di Roberto Natale, portavoce della Presidente della Camera, Laura Boldrini, alla notizia sull’ esposto inviato dal Codacons alla Procura della Repubblica di Roma e alla Corte dei Conti in merito alla partecipazione della Presidente della Camera alla cerimonia in onore di Nelson Mandela. L’ ESPOSTO CODACONS – L’ esposto, afferma Natale, “si basa su presupposti totalmente errati che meritano immediata replica. Innanzitutto e’ falso che la Presidente Boldrini sia andata a Johannesburg senza averne titolo. Contrariamente a quanto scrive il Codacons, che parla di ‘inviti’ riservati a capi di Stato e di governo, ciascuno Stato ha deciso in autonomia la composizione della propria delegazione. Quella italiana era composta dal Presidente del Consiglio, che la guidava, e dalla Presidente della Camera. Nessuna anomalia, in questo: Ungheria ed Austria, tanto per limitarci a due esempi europei, erano rappresentate in Sud Africa anche dai Presidenti delle rispettive Camere. Quanto alla presenza del compagno della Presidente, e’ usuale che persone con incarichi istituzionali viaggino in coppia”. LE FALSITA’ – Tanto piu’ che, prosegue, “come e’ stato ripetutamente messo in evidenza in questi giorni, questa presenza non ha comportato per lo Stato l’ esborso di un solo euro, visto che non ci sono state ne’ spese di viaggio ne’ spese di soggiorno (la delegazione ha viaggiato di notte, sia all’ andata che al ritorno). Ma la falsita’ piu’ grave il Codacons la pronuncia laddove afferma che ‘in passato altri esponenti istituzionali di sesso maschile furono denunciati per situazioni assolutamente identiche’. Ci si riferisce alla partecipazione dell’ allora ministro della Giustizia al Gran Premio di Formula Uno a Monza, e al trasporto in Sardegna, nella residenza dell’ allora Presidente del Consiglio, di musicisti e ballerine di flamenco”. “Come si puo’ arrivare a paragonare ad eventi di tutt’ altra natura la partecipazione istituzionale alla cerimonia funebre per Mandela? Sostenere che siano ‘situazioni assolutamente identiche’- sottolinea Natale- significa non avere rispetto della verita’, ne’ senso del ridicolo. Con l’ occasione, al Codacons fara’ piacere sapere che, su 96 visite istituzionali fuori Roma compiute nei primi 9 mesi di mandato, la Presidente Boldrini ha fatto uso del volo di Stato in una sola altra circostanza, oltre quella di Johannesburg: il 4 novembre a Bari, per rappresentare il Presidente della Repubblica alla cerimonia per la festa delle Forze Armate. A riprova di un uso piu’ che rigoroso delle risorse della collettivita’”. COSA ERA SUCCESSO – Nessuna spesa aggiuntiva per il bilancio della Camera dei Deputati a causa del suo viaggio a Johannesburg, insieme allo staff e al compagno, per il cerimoniale dedicato alla memoria di Nelson Mandela. Né spese per alloggio o indennità di missione. Accusata di aver sperperato soldi pubblici, Laura Boldrini ha voluto replicare alle accuse, parlando di un”attacco sessista” ai suoi danni: “Siamo stati ospiti del volo del presidente del Consiglio dei ministri”, ha precisato la terza carica dello Stato. Era stato il sito “Lettera 43, poi ripreso dal quotidiano ” Il Giornale “, a far emergere come la presidente della Camera aveva viaggiato con il proprio partner a spese dello Stato. Poi sono arrivate le smentite prima di Montecitorio, in seguito della stessa Laura Boldrini. CHI AVEVA TIRATO FUORI “I MASCHI” – Ma il Giornale, con un articolo di Vittorio Feltri, ha rilanciato, ricordando quando a finire vittima delle polemiche fu Clemente Mastella, parlando di doppiopesismo. Con tanto di difesa dell’ ex titolare della Giustizia che, nel 2007, quando era ministro, andò a vedere il Gran Premio di Monza, con suo figlio, usando un volo di Stato. Una questione per la quale fu però assolto dalla Corte dei Conti, che non ravvisò danno erariale. Lo stesso Mastella – non certo nel pantheon dei lettori del Giornale, ndr – si è difeso, parlando di trattamenti diversi: “Io ero stato messo in croce, sulla Boldrini tutti zitti”, ha spiegato. Una versione ribadita con una lettera al Corriere della Sera, con la quale ha criticato anche la presenza a Soweto della presidente della Camera: “Non bastava Enrico Letta?”, ha incalzato. Pur ammettendo come i due contesti fossero quantomeno differenti, dal punto di vista dell’ importanza e del ruolo istituzionale: “In tutta onestà, mi sento di dire che il viaggio in Sudafrica è stato molto diverso dal mio viaggio a Milano-Monza”, ha concluso.

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