17 Dicembre 2013

Lo sciopero dei mezzi ha paralizzato la città

Lo sciopero dei mezzi ha paralizzato la città

Gli ingorghi non si sciolgono neppure dopo pranzo, a sciopero finito. Circonvallazioni intasate, l’ Area C gratuita e ingolfata, centinaia di persone in coda per un taxi in Centrale. Il lunedì nero era iniziato presto, un quarto alle nove, quando i lavoratori del trasporto pubblico hanno abbandonato il turno in Atm e FerrovieNord. Quattro ore di paralisi annunciata; fermi i metrò; molto rallentato il servizio di bus e tram; presidio dimezzato alle stazioni dei treni. Tutti in cammino, la lunga marcia verso l’ ufficio. Poco dopo le nove, nel caos di corso di Porta Vittoria, un pullman della 73 ha inchiodato per evitare un pedone: 5 contusi. Rabbia su Facebook e Twitter: «Vergogna!». Il settore del trasporto pubblico locale aspetta da cinque anni il rinnovo del contratto nazionale di categoria. La mobilitazione dei lavoratori, ieri, è stata compatta: dietro c’ erano tutte le sigle sindacali. Erano senza simboli e bandiere, invece, i dipendenti Atm della divisione Mobilità che hanno presidiato piazza Scala: controllori, guardie giurate e ausiliari della sosta chiedono sicurezza e la revisione degli accordi del 2000. L’ assessore comunale Pierfrancesco Maran indirizza a Roma uno sfogo condiviso coi colleghi di Torino e della Capitale: «È incredibile che ogni volta che si discute di trasporti con il governo si debba parlare solo di tagli». O meglio: i servizi aumentano (vedi Assago, Comasina e la linea «lilla»), le risorse no. Precisa l’ assessore regionale Del Tenno: «Nessun taglio nel 2014». Temporaneamente accantonata l’ emergenza trasporti, ora s’ impone la crisi ambientale. I livelli di inquinamento doppiano la soglia d’ attenzione da nove giorni consecutivi. Oggi, alla cabina di regia convocata in Provincia, gli enti locali valuteranno misure d’ urgenza ed eventuali deroghe: Milano è pronta ad applicare il protocollo antismog e a bloccare da domani i veicoli diesel Euro 3, mentre i sindaci dell’ hinterland preferiscono rinviare i blocchi a gennaio. Il motivo? Economico. Questa è la settimana dello shopping di Natale, Assolombarda e Unione del commercio invocano clemenza per salvare gli affari. Simonpaolo Buongiardino, presidente di Assomobilità e MeglioMilano, sposa la linea del Codacons: «I divieti non pagano – argomenta -. Perché non permettere ai milanesi l’ accesso gratuito su tram, bus e metrò?». Replica Maran: «Una boutade surreale in questa fase di crisi delle risorse». Armando Stella.

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