17 Dicembre 2013

Stangata Tares, il labirinto dei balzelli In soli tre anni un aumento del 67%

Stangata Tares, il labirinto dei balzelli In soli tre anni un aumento del 67%

di LISA CIARDI TUTTE le famiglie hanno una certezza: aver pagato più cara la Tares e averlo fatto con diversi disagi. Ma cosa è cambiato davvero? Le associazioni dei consumatori lanciano l’ allarme, a partire dal Codacons che parla di un aumento del 67% dal 2000 al 2013. «Il costo medio per famiglia, fra Firenze e provincia, oggi è pari a 305 euro, contro i 225 del 2012, ossia 80 euro in più – spiega la presidente del Codacons Toscana, Silvia Bartolini -. Quello che ci chiediamo è la ragione di un aumento così esoso, visto che negli ultimi cinque anni di crisi economica la produzione dei rifiuti urbani è scesa del 5% e la raccolta differenziata, che ha consentito una forte riduzione dei costi di smaltimento, è aumenta di oltre il 30%». PER CAPIRE cosa è successo bisogna partire dalla composizione della Tares, divisa prima di tutto fra la tassa vera e propria e la maggiorazione statale di 30 centesimi a metro quadrato che va a coprire i cosiddetti servizi indivisibili (manutenzione stradale, illuminazione ecc). «La maggiorazione in realtà non ci riguarda – spiega Livio Giannotti, amministratore delegato di Quadrifoglio, la società che si occupa di raccolta, gestione e smaltimento dei rifiuti a Firenze e in buona parte della provincia – nel senso che non siamo noi a determinarla. Sono soldi che lo Stato richiede ai cittadini per coprire alcuni servizi. La tariffa relativa a raccolta, smaltimento, riciclo dei rifiuti e spazzamento e riciclo viene invece determinata con il cosiddetto ?metodo normalizzato’, ovvero a copertura dei costi sostenuti da Quadrifoglio nell’ anno precedente. La parte fissa, uguale per tutti, va a costituire l’ 80% della tariffa; la parte variabile, definita anche in base ai criteri scelti dai singoli Comuni, compone il restante 20%. Infine c’ è il tributo provinciale, determinato appunto dalla Provincia». Ma in sostanza quanto è aumentato il tutto? «È difficile fare paragoni – continua Giannotti – perché negli anni molte cose sono cambiate. Nel 2011, con il tributo provinciale all’ 1%, il totale degli avvisi di pagamento emessi da Quadrifoglio era di 80.320.566 euro. Nel 2012, con il tributo provinciale passato al 4%, siamo saliti solo a 81.032.769, cercando quindi di contenere al massimo l’ aumento. Nel 2013, con il tributo provinciale passato 5%, siamo arrivati a 80.681.161, riuscendo addirittura a diminuire. Insomma, Quadrifoglio ha fatto di tutto per non chiedere di più ai cittadini». CI SONO stati però l’ aumento del tributo provinciale, cambiamenti nella distribuzione della tassa fra famiglie e aziende, variazioni nei criteri, nei metodi di calcolo, nell’ applicazione e non applicazione dell’ Iva e molto altro. Con il risultato che, sempre in base ai dati di Quadrifoglio, una famiglia fiorentina di tre persone residente in 100 metri quadrati che pagava 167 euro del 2008 (Iva esclusa), ha versato quest’ anno circa 256 euro (tutto incluso e con la maggiorazione statale, 226 senza maggiorazione statale). Nel 2012 aveva pagato 214 euro (tutto incluso ma senza maggiorazione statale). «Molti clienti – spiega Massimiliano Rossi, commercialista dello studio Bigazzi, Santi & associati – ci hanno segnalato un aumento del 30-50% in più rispetto allo scorso anno. Le persone che si sono rivolte a noi quest’ anno erano rassegnate e confuse, perché non riescono più a orientarsi nelle continue modifiche di questa tassa, né a capire cosa ci viene caricato sopra e perché. Molte famiglie, in realtà, rinunciano anche a chiedere spiegazioni a un commercialista e pagano direttamente quanto indicato nel modulo. A complicare le cose c’ è stato poi quest’ anno l’ uso del modello F24 per il pagamento, che ha annullato le precedenti domiciliazioni, costringendo tutti ad andare in banca o alle poste, con code lunghissime».
ciardi lisa

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