6 Dicembre 2013

Formazione, Sparma patteggia e diventa testimone d’ accusa

Formazione, Sparma patteggia e diventa testimone d’ accusa

RIBADISCE la sua confessione, patteggia la pena, esce dal processo e diventa uno dei principali testi d’ accusa a carico degli altri imputati. Nel giorno in cui l’ inchiesta sullo scandalo della Formazione, con l’ allegra gestione del Ciapi, approda all’ udienza preliminare, l’ ex assessore regionale al Territorio e Ambiente Gianmaria Sparma, accusato di corruzione, decide di patteggiare la condanna ad un anno e sei mesi di reclusione, pena sospesa. La richiesta del legale di Sparma, l’ avvocato Maurilio Panci, è stata accolta e la pena ritenuta congrua dal pm Alessandro Picchi e dal gip Ferdinando Sestito. Sin dal giorno del suo arresto Sparma aveva ammesso di aver effettivamente ricevuto tutti i benefit offertigli dalproject manager Faustino Giacchetto, principale imputato del processo, che gli avrebbe persino pagato alcune spese del viaggio di nozze. Sparma ha raccontato di aver conosciuto nel 2004 Giacchetto ad un convegno organizzato da Rino Lo Nigro, ex responsabile dell’ Agenzia regionale per l’ impiego. Poi tra i due si sarebbe instaurato un rapporto molto stretto andato avanti negli anni in cui fu prima direttore generale del dipartimento della Pesca, poi assessore del governo Lombardo. In quegli anni, da Giacchetto l’ ex assessore Sparma avrebbe ricevuto l’ uso di una carta di credito speciale dalla quale avrebbe prelevato 1.500 euro durante il viaggio di nozze negli Stati Uniti, una vacanza negli Stati Uniti e una busta con 5.000 euro in contanti che gli avrebbe consentito di far fronte al blocco dello stipendio di assessore per il pagamento di una cartella Equitalia. Intanto, l’ udienza preliminareha perso per strada un imputato. Per difetto di notificadell’ avviso di conclusione d’ indagine, il gup Guglielmo Nicastro ha stralciato la posizione dell’ ex presidente del Ciapi, Francesco Riggio, rinviando gli atti alla Procura della Repubblica. Ha chiesto invece di essere giudicato con il rito abbreviato Domenico Di Carlo, componente del direttivo del consorzio Asi per conto del quale ha gestito il progetto IN.LA. I due collaboratori di Giacchetto che da mesi collaborano con la Procura hanno detto di avergli consegnato due buste con cinquemila euro in contanti, il prezzo della sua corruzione. Il processo è andato avanti con la costituzione delle parti civili, l’ Avvocatura dello Stato per la Regione e il Codacons, l’ associazione che tutela i diritti dei lavoratori.© RIPRODUZIONE RISERVATA.
ziniti alessandra

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