4 Dicembre 2013

Natale, consumi in calo Tre scioperi per le feste

Natale, consumi in calo Tre scioperi per le feste

MENTRE i commercianti addobbano a festa le vie della città e dalle vetrine si intravedono le prime idde regalo, i dati diffusi dalle associazioni di settore non fanno di certo ben sperare. Nonostante il fiume ininterrotto di persone a spasso per la città i consumi calano: i fiorentini guardano ma non comprano. Triste faccenda. E monta la protesta: tre giorni di sciopero contro le aperture selvagge. Dura la risposta di Cgil, Cisl e Uil al decreto sulle liberalizzazioni. I lavoratori del commercio incroceranno le braccia nel giorno di Natale, il 26 dicembre e il primo gennaio. «IN QUESTE giornate spegneremo le luci delle attività commerciali per vivere fino in fondo la festa: chiediamo al parlamento italiano di modificare questa liberalizzazione selvaggia degli orari commerciali, per una legge che regoli le aperture domenicali e festive». I sindacati sottolineano che i tre giorni di sciopero sono stati indetti per difendere soprattutto i lavoratori che non possono scegliere se lavorare o meno durante le festività. «C’ è ? spiegano ? la possibilità che qualche grande catena decida di aprire anche nel giorno di Natale. Non ci sembra giusto, e non vogliamo correre questo rischio». A distanza di anni la liberalizzazione degli orari commerciali «mette in evidenza ? continuano ? risultati che sono molto diversi dalle attese. Basta pensare che il governo Monti ipotizzava un aumento del Pil del 2 per cento». E invece? Invece, almeno a giudicare dalle stime i consumi non sono aumentati, anzi, tutto il contrario. Le spese sono in calo: in Toscana, secondo i dati forniti, sono calati del 4.8%. E per chi sperava che a Natale si potessero rimettere in piedi gli affari brutte notizie: cinghia stretta per le famiglie italiane, spese tagliate per consumi e regali. Secondo il Codacons le famiglie prevedono una ulteriore riduzione dei consumi tipici delle festività natalizie, che caleranno in media del 7,5% rispetto al 2012. Tra i settori dove i cittadini prevedono di tagliare maggiormente gli acquisti, troviamo abbigliamento e calzature (-11%), arredo per la casa (-10%), viaggi (-8,5%) e ristorazione (-8%). «ASSISTIAMO ? attaccano i sindacati ? al peggioramento delle condizioni di lavoro per effetto degli aumenti dei nastri orari della domenica e festivi con turni massacranti ed aperture di procedure di licenziamenti collettivi anche nella grande distribuzione. Lavorare la domenica e i festivi in modo non regolamentato vuol dire anche che le condizioni familiari degli addetti al commercio, in prevalenza donne, peggiorano e la qualità della vità è pessima perché non si riesce a contemperare i tempi di vita con quelli di lavoro». Un’ alternativa per Cgil, Cisl e Uil sarebbe «un’ apertura regolamentata delle domeniche e festivi che vada incontro a esigenze di consumatori e lavoratori». ross.c.

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