29 Novembre 2013

Falda acquifera inquinata, condannato Semeraro

Falda acquifera inquinata, condannato Semeraro

LECCE – L’ ex patron del Lecce Calcio Giovanni Semeraro è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione, pena sospesa, per aver inquinato i terreni dove sta sorgendo «Studium 2000», un centro polivalente dell’ Università del Salento. La sentenza è stata emessa ieri sera, dal giudice Silvia Minerva, al termine di una lunga camera di consiglio. Il pm, il procuratore aggiunto Ennio Cillo, aveva chiesto una condanna a tre anni, il giudice ha condizionato la sospensione della pena alla bonifica e al ripristino dei luoghi e al risarcimento delle parti civili. Si chiude così una vicenda giudiziaria cominciata nel 2010, quando, in seguito all’ esposto di alcuni residenti della zona che sentivano odori nauseabondi provenire dal cantiere di «Studium 2000», nella zona del cimitero, i carabinieri del Noe di Lecce decisero di eseguire dei controlli. Proprio in quella zona, fino al 1997, c’ era il deposito di carburanti Apisem di proprietà della «Rg Semeraro». A causare l’ inquinamento di quei terreni sarebbe stata la fuoriuscita di idrocarburi dal deposito, aggravato dal fatto che non si sia proceduto subito dopo la dismissione alla bonifica del terreno. Da qui l’ accusa a Semeraro di avvelenamento colposo della falda acquifera sottostante il cantiere dell’ Università del Salento e di inadeguate attività di messa in sicurezza e caratterizzazione dei luoghi contaminati per la quale ieri è stato condannato. C’ è il sospetto che l’ inquinamento possa riguardare anche il parco cittadino della Torre di Belloluogo, dove pure sono stati eseguiti esami e accertamenti. Durante le indagini, la procura ha dato mandato, nel 2011, al chimico Mauro Sanna e al geologo Bruno Grego di eseguire tutti i rilievi. Nella relazione conclusiva, i due esperti hanno scritto che quella enorme macchia di idrocarburi si era pian piano allargata fino a inquinare tutte le zone circostanti. Per Cillo, Semeraro era, non solo consapevole che fosse necessaria una bonifica, ma anche che le azioni messe in atto dalla «Rg» dopo la dismissione del deposito fossero del tutto inadeguate a ripristinare lo stato dei luoghi. «Dopo tutto quello che abbiamo detto – ha sottolineato il pm durante la sua requisitoria – possiamo considerare che un piccolo compressore e una pompa da un cavallo e mezzo azionati in falda superficiale fossero sufficienti? Ritengo che già nel 1997 ci fosse la consapevolezza da parte di Semeraro che si dovesse procedere con una bonifica. Credo che tutte le violazioni, anche quelle non specificamente sanzionate, siano comunque rilevanti». La sentenza emessa dal giudice Minerva prevede anche il riconoscimento di una provvisionale di 100mila euro per i coniugi Fiorentino, che denunciarono il fatto, di 35mila per l’ Università, di 15mila per la Regione Puglia, di 5mila per il Codacons e Legambiente. Francesca Mandese RIPRODUZIONE RISERVATA.
francesca mandese
 
 

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