29 Novembre 2013

All’ inizio erano più di trecento i sinistri sospetti

All’ inizio erano più di trecento i sinistri sospetti

All’ origine dell’ indagine, poco meno di cinque anni fa, i numeri erano molto diversi: i falsi incidenti finiti sulle scrivanie del commissariato di Partinico erano infatti più di 300, 117 gli indagati, danni per decine di milioni e una trentina di compagnie assicurative coinvolte come parte lesa. Dopo una prima scrematura, la Procura si è concentrata solo sugli episodi per i quali erano state raccolte prove e non solo indizi, consegnando al gip Piergiorgio Morosini un elenco con 45 nomi, 82 incidenti, undici compagnie assicurative per un danno complessivo di circa 350 mila euro. Il giudice per le indagini preliminari alla fine ha ritenuto di mandare in carcere solo il presunto capo dell’ organizzazione, Vincenzo Nobile, mentre per dieci – ritenuti sempre al vertice del gruppo -sono stati concessi i domiciliari e ad altri 12 (sempre accusati di associazione per delinqueree ma con posizioni ritenute meno gravi) è stato inflitto il divieto di dimora. ni sono state poi portate al vaglio del gip Piergiorgio Morosini. Dopo mesi di appostamenti, pedinamenti e intercettazioni, gli investigatori erano riusciti infatti a raccogliere una mole impressionante di indizi, ma alla fine – è stato spiegato in conferenza stampa, alla presenza del procuratore aggiunto Dino Petralia, del questore Nicola Zito e del capo della Mobile, Maurizio Calvino – «solo» per 82 dei circa trecento incidenti monitorati è stato possibile avere anche un quadro probatorio difficile da smontare. L’ operazione, ribattezzata «Phantom Crash», era partita da alcune verifiche casuali, che avevano consentito di scoprire un gruppo di persone, vittime e testimoni di incidenti, in apparenza particolarmente sfortunate. Anche perché le auto coinvolte erano sempre le stesse. Le assicurazioni danneggiate, in questa parte dell’ inchiesta, sono undici e hanno dato un contributo alle indagini. Il Codacons, ieri, ha commentato il blitz parlando di «buona notizia» e puntando il dito contro le truffe che «fanno alzare i premi delle polizze e producono un aumento generalizzato delle tariffe rc auto, dato che le compagnie che subiscono raggiri traslano immancabilmente questi maggiori costi sugli assicurati». Come dire, a pagare sono sempre onesti e poveracci.

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