28 Novembre 2013

Servizi pubblici, battaglia sulla qualità

Servizi pubblici, battaglia sulla qualità

L’ INIZIATIVA Si parte con una lettera veicolata ad Anci e Regione, ma sui servizi locali e gli standard di qualità, Adiconsum, Codacons, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino sono pronti a ricorrere fino all’ Antitrust. Dall’ acqua ai rifiuti, dai trasporti alla sanità, passando per nidi, mense, parcheggi, agenzie di formazione o di riscossione, la mancanza della carte dei servizi infatti ravvisare casi di concorrenza sleale. Un pressing che si è concretizzato nella richiesta di un incontro nel quale definire le tappe di attuazione delle linee guida fissate nell’ accordo uscito dalla conferenza unificata Stato-Regioni del 26 settembre scorso in tema di servizi pubblici locali (Ssppll). Per le associazioni, «una rivoluzione che consegna a Regione, Comuni, aziende partecipate e gestori in generale, un obbligo e non più una facoltà in tema di standard di qualità garantiti». Principi da sintetizzare nella carta dei servizi ormai non più un mero adempimento formale. Il documento è ormai considerato uno strumento di partecipazione e ?un’ arma in mano agli utenti per far valere i propri diritti e rivendicare eventuali danni o disagi subiti a causa di disservizi e, quindi, del mancato rispetto degli standard garantiti. «Prima della compilazione delle carte – spiegano le associazioni – si pone un problema di misurazione degli standard e deve essere un soggetto terzo a farla». Nel caso dei servizi erogati dal Comune o dall’ Università non possono essere tali enti o loro rappresentanti a stabilire gli obiettivi. «Nel caso della formazione professionale o dei servizi sanitari privati, ad esempio, dovrà diventare prassi comune subordinare l’ accreditamento o la concessione al rispetto dello standard di servizio garantito e formalizzato nella carta della qualità». Nel mirino ci sono anche le agenzie di riscossione e Ancona, ad esempio, ha revocato la concessione alla propria per mancanza della carta dei servizi. «Anche i premi ai dirigenti vanno legati agli standard di qualità raggiunti e verificati tramite il controllo di gestione». Parallelamente alle richieste, che se resteranno lettera morta si tradurranno in diffide ad adempiere, le quattro associazioni proseguono il monitoraggio (iniziato a luglio) di tutti gli erogatori di Ssppll dei quali stanno verificando l’ esistenza delle carte di qualità e dei criteri seguiti per la loro formazione. I risultati saranno disponibili entro fine dicembre. L’ alternativa, per chi non risponde agli obblighi (definiti in sede Ue ma rimbalzati a livello nazionale dalla legge Finanziaria 2008) sarà la denuncia all’ Antitrust e, come fatto a Salerno contro il Comune dopo la decisione del Tar, una class action contro i soggetti privi di carte di servizio. «Ci sono in gioco la validità dei contratti di servizio e le possibilità di ristoro concesse ai cittadini in caso di disagi subiti». Fabio Nucci.
nucci fabio

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