28 Novembre 2013

Strage, le difese perdono il primo round

Strage, le difese perdono il primo round

da LaNazione.com

Viareggio, 28 novembre 2013 – VOGLIONO escludere anche la Provincia e la Regione dal processo per la strage. Nell’ udienza di ieri al Polo fieristico di Lucca, gli avvocati degli imputati sono tornati alla carica con il Collegio presieduto dal giudice Gerado Boragine (Nidia Genovese e Valeria Marino, giudici a latere) per chiedere che vengano estromessi dalle parti civili tutte le persone fisiche eccetto i familiari stretti delle vittime e, soprattutto, tutti gli enti e le associazioni, fatto salvo solo il Comune di Viareggio. Fuori la Provincia, dunque, la Regione, le organizzazioni sindacali e tutte le altre associazioni che a vario titolo accampano diritti di risarcimento danni le cui richieste erano già state considerate più che legittime dal Gup Alessandro Dal Torrione in sede di udienza preliminare. Il collegio esaminerà la questione nei prossimi giorni e scioglierà le riserve alla prossima udienza fissata per il 9 dicembre, quando dovranno essere affrontate ancora altre questio procedurali legati alla formazione del fascicolo processuale. NEL FRATTEMPO gli avvocati difensori hanno perso un primo round relativamente a questioni formali. Il Collegio giudicante ha infatti respinto le eccezioni sulle nomine dei responsabili civili. La questione era rimasta in sospeso dalla prima udienza. Al rientro in aula, ieri mattina il giudice Boragine ha letto l’ ordinanza con cui di fatto respinge le eccezioni sollevate dagli avvocati difensori. Secondo il collegio non ci si può appigliare a un presunto difetto di notifica «in quanto basta anche la sola citazione in aula». PRIMA di affrontare la questione relativa alla costituzione di parte civile, il giudice Boragine ha dovuto risolvere un’ altra ‘grana’ procedurale. Alcuni avvocati di parte civile, infatti, avevano depositato alcuni memoriali in cancelleria. Quando Boragine lo ha annunciato in aula, sono partite le rimostranze degli avvocati difensori. Ad accendere la miccia è stato l’ avvocato Gaetano Scalise: «Non possiamo accettare documenti che non abbiamo visionato – Bisogna darci delle regole – ha detto – e garantire il contraddittorio delle parti, perché veniamo tutti da fuori sede e non possiamo andare tutte le mattine in cancelleria a Lucca. Non siamo e non possiamo essere le sentinelle del fascicolo processuale». L’ avvocato Francini ha rimarcato che, codice di procedura penale alla mano, non si possono aggiungere atti già bocciati dal Gup. Il giudice Boragine ha provato a spiegare che si tratta di un equivoco in quanto il materiale depositato è costituito da memorie difensive e non da atti e documenti ‘scartati’ dal Gup. Una giustificazione che non ha soddisfatto gli avvoati della difesa. Per questo il giudice Gerardo Boragine si è riunito in camera di Consiglio per circa 30 minuti per esaminare bene i documenti depositati in Cancelleria e per dirimere la questione. Quando è rientrato in aula il giudice ha dispoto che i documenti presentati dall’ avvocato Graziano Maffei non venissero acquisiti dalla corte, mentre sono stati regolarmente acquisite le memorie proposte dagli avvocati Pedonese e Dalla Casa. POI è stata battaglia sulla costituzione di parti civili. Le difese chiedono che vengano ridotte all’ osso, anche per evitare – sostengono – l’ allungamento dei tempi processuali. Anche se in realtà questo eventuale rischio non dipende certo dal numero di parti civili. Rispetto all’ udienza preliminare ci sono state altre due aggiunte, quella del Codacons per tutelare i diritti dei viaggiatori penalizzati a causa dei ritardi dei treni accumulati nei giorni successivi alla strage, e quella di Cittadinanzattiva. Il collegio scioglierà i dubbi nell’ udienza del 9 dicembre. Paolo Di Grazia.

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