Trasporti e acqua, ecco la class action
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fonte:
- Il Messaggero
L’ INIZIATIVA Sulle carte di qualità dei servizi pubblici locali, Adiconsum, Codacons, Federconsumatori e Movimento difesa del cittadino sono pronti a muoversi anche con una class action. Per sollecitare il documento che tutela il cittadino-utente che si serve dei trasporti come della sanità regionale, di asili e mense comunali come del servizio idrico. Ma anche per garantire che le decisioni su tariffe ed erogazione siano condivise con le associazioni di consumatori. Il primo passo è una lettera, inviata ad Anci e Regione Umbria, chiamati a farsi carico delle prescrizioni dettate dalla legge Finanziaria 2008 in tema di tutela dei consumatori e stipula dei contratti di servizio. Tra queste, l’ obbligo per il gestore di prevedere una carta della qualità dei servizi, la consultazione obbligatoria delle associazioni dei consumatori, la verifica periodica dei parametri quantitativi e qualitativi del servizio erogato. «In ballo c’ è anche l’ istituzione di un sistema di monitoraggio di quanto stabilito nei contratti di servizio – spiega Alessandro Petruzzi, Federconsumatori – ed è necessario che sia un soggetto terzo ad operarlo affinché si possa determinare con certezza quando il servizio non viene garantito e quando l’ utente possa essere risarcito». Sono chiamati in causa Umbra Acque, Gesenu, Umbria Mobilità, ma anche i Comuni, a partire dal capoluogo. «Perugia ha deciso di aumentare l’ addizionale comunale dello 0,1% senza convocare nessuno – osserva Francesco Ferroni, Adiconsum – e questo indica la considerazione che il Comune ha dei rappresentanti del cittadino». Nella lettera si chiede un incontro per definire l’ accordo del 26 settembre sancito dalla Conferenza unificata Stato-Regioni, pubblicato in Gazzetta, sulle linee guida da seguire per contratti di servizio e carte della qualità. «Linee guida – aggiunge Carla Falcinelli, Codacons – che si applicano a tutti i servizi pubblici locali, da quelli cimiteriali ai parcheggi». «I gestori locali, inoltre – spiega Cristina Rosetti, Mdc – devono a indicare e pubblicizzare la possibilità di ricorrere, in caso di controversia, a forme di soluzione extragiudiziale». Fabio Nucci.
nucci fabio
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