9 Novembre 2013

Quattro operai rubano oggetti sulla Concordia

Quattro operai rubano oggetti sulla Concordia

ISOLA DEL GIGLIO – Qualche souvenir e due foto ricordo a bordo della nave. E non ci sarebbe niente di strano, se non fosse che quella è la Costa Concordia. Hanno poi provato a giustificarsi minimizzando l’ accaduto, ma non è bastato a convincere la Titan-Micoperi, che li ha subito allontanati dal cantiere e denunciati. È finita così l’ avventura all’ isola del Giglio per quattro operai del consorzio italo-americano, che ieri notte hanno provato a intrufolarsi in un’ area vietata del relitto per trafugare qualche oggetto ricordo. Le telecamere di sorveglianza installate a bordo li hanno individuati subito; per loro ora scatta l’ accusa di furto aggravato, accesso e prelievo di materiale in zona sottoposta a sequestro giudiziario. I quattro, due sudafricani, un inglese e un irlandese, sono operai della Titan Salvage, da tempo trapiantati sull’ isola per i lavori attorno alla Concordia, insieme alle altre centinaia di colleghi di tutto il mondo, assunti per le loro attività subacquee. Le stesse che stavano svolgendo ieri notte quando, a un certo punto, hanno superato un confine e si sono introdotti in un’ area vietata ai non autorizzati (come loro) nella parte asciutta del relitto. L’ idea, hanno raccontato ai carabinieri del Giglio, era quella di prendere qualche oggetto e fare due autoscatti per ricordo. Ma qui sono entrate in gioco le videocamere del servizio di vigilanza. Quando il consorzio ha rilevato la presenza di estranei, in ore notturne, ha chiamato immediatamente i carabinieri dell’ isola: una pattuglia ha bloccato la comitiva. La Titan Micoperi ha poi proceduto ad allontanare gli operai dal Giglio e a denunciare l’ accaduto, nonostante i quattro abbiamo spiegato più volte che non era loro intenzione creare problemi. A parte questo episodio, qualcosa è destinato a lasciare la Concordia. Il tribunale di Grosseto ha accolto le richieste avanzate dal Codacons e ha disposto, modificando una precedente ordinanza, il recupero delle casseforti presenti sul relitto. «Molti naufraghi a tutt’ oggi non sono ancora rientrati in possesso dei propri beni personali e oggetti di valore contenuti all’ interno delle casseforti – spiegano dall’ associazione – L’ autorizzazione alla rimozione delle casseforti presenti a bordo, è limitata e circoscritta alle sole cassette presenti nella parte emersa del relitto, rimandando l’ eventuale rimozione delle altre a un successivo intervento». Il Codacons guarda oltre: «Il tribunale dovrà ora pronunciarsi sull’ altra importante istanza presentata dall’ associazione, con la quale si chiede di accedere al relitto della Concordia finalmente raddrizzato». @OREDROB: #AFAETTI %@% Alfredo Faetti RIPRODUZIONE RISERVATA.
alfredo faetti
 
 

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