Costruire il Centro Protonico sarebbe stato un grave errore
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fonte:
- Il Gazzettino
«Costruire il Centro Protonico sarebbe stato un grave errore. Aver rinunciato a quel progetto è stata una scelta saggia ma non ci impedirà di andare a fondo e capire se c’ è comunque stato e ci sarà sperpero di denaro pubblico». Franco Conte parla come presidente del Codacons e a nome delle associazioni di volontariato che si occupano di assistenza nel mondo sanitario. Non si ferma la battaglia per mantenere una dignità e non perdere nuovi posti letto per i due ospedali del Cuore cittadini di Mestre: il Policlinico San Marco e villa Salus. Dopo la piccola battaglia vinta a suon di firme raccolte (36.500) che hanno consentito anche il ripristino dei 25 posti dell’ Hospice al Policlinico per Conte e i rappresentanti delle altre 9 associazioni adesso l’ importante è ottenere garanzie sulla qualità dei servizi, difendere le professionalità di medici e paramedici. «Ora invece che polo di attrazione e di eccellenza per alcuni ambiti notiamo scendere il grado di offerta mentre, invece, non solo per chi abita a Mestre ma anche per chi viene da fuori certe strutture andrebbero rafforzate». Uno dei crucci delle associazioni è il reparto neonatale di Villa Salus che dopo la riduzione dell’ estate scorsa ha travasato all’ Angelo le mamme che devono partorire. «Su circa 800 parti previsti in un anno, il reparto di neonatologia e ostetricia dell’ ospedale dell’ Angelo ne può trattare 600 – spiega Marilena Taboga dell’ associazione Nasceremeglio – Sono in arrivo delle nuove ostetriche, altro personale ma gli spazi sono sempre quelli e capita come qualche giorno fa che ci siano delle donne in travaglio sedute sulle sedie in sala d’ attesa». Per quanto riguarda la rinuncia al Centro protonico Conte insiste. «Il project financing sarebbe pesato sulle tasche dei cittadini come sta accedendo per quello dell’ Angelo. Averci rinunciato è stato solo un bene. Ma, dopo gli esposti alla Corte dei Conti fatti a suo tempo, intendiamo andare avanti e chiedere se comunque si siano verificati sperperi di denaro pubblico per la progettazione. Non devono di certo essere i cittadini a pagare le penali per lavori commissionati e mai svolti». © riproduzione riservata.
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