9 Novembre 2013

Falsi incidenti, otto gli irpini coinvolti

Falsi incidenti, otto gli irpini coinvolti

Giovanni Sperandeo Ci sono anche otto irpini tra i quattrocento indagati per le truffe alle assicurazioni da falsi incidenti stradali, l’ operazione ?Jordanus?, chiusa dalla procura di Nola ieri mattina con l’ emissione di diverse interdizioni alla professione per medici ed avvocati e sequestri di beni per un ammontare complessivo di quasi quattro milioni di euro. L’ inchiesta, partita nel 2009, ha visto la verifica da parte di Guardia di Finanza e carabinieri, di 1237 pratiche di risarcimento danni per un totale di 1 milione e 670 mila euro. Le imputazioni per gli indagati sono di associazione a delinquere, falso, truffa aggravata, frode assicurativa, corruzione, falso in valori da bollo, falsa testimonianza e falsa perizia. Per gli inquirenti, come ha ribadito il procuratore Paolo Mancuso e l’ aggiunto Maria Antonietta Troncone, gli indagati era organizzati in diversi gruppi tra avvocati, medici e procacciatori per costruire a tavolino falsi incidenti stradali ed intascare fraudolentemente gli ingenti risarcimenti. Riscontrato anche l’ uso di falsi valori bollati nei fascicoli giudiziari. Secondo la procura uno di questi gruppi era formato dagli avvocati Antonio e Massimo Muto di Marzano di Nola, per i quali è stata disposta l’ interdizione dall’ esercizio dell’ attività forense e il sequestro rispettivamente di 2mila e 30mila euro. Di un altro gruppo, invece, faceva parte l’ avvocato Pierluigi Severino, con studio a Lauro, non sottoposto né a interdizione né a sequestro dei conti correnti. I tre avvocati indagati, assistiti dai penalisti Massimo Preziosi e Angelo Pignatelli (Antonio Muto) e Raffaele Bizzarro (Massimo Muto e Pierluigi Severino) si sono dichiarati sereni e fiduciosi della giustizia, pronti a chiarire le loro posizioni. Un altro indagato è il medico Roberto Pirone di Avellino, accusato di aver avere redatto certificati medici falsi. Altri quattro indagati irpini sono Angelo Amoroso, di Pago Vallo Lauro, e la moglie, Belsa, Luigi Vitale e Trifone Delle Donne. I quattro, per l’ accusa, svolgevano la funzione di procacciatori. Per Amoroso, destinatario di un provvedimento di divieto di dimora nella provincia di Napoli, e la consorte, è stato disposto il sequestro di tutti i beni mobili e immobili. Secondo gli inquirenti, Angelo Amoroso è un soggetto con ruolo apicale che si occupava anche del reimpiego delle somme di denaro in beni di lusso e nell’ usura ricattando gli usurati che non riuscivano a pagare le somme costringendoli a rendere false testimonianze. Come ribadito in conferenza stampa dall’ avvocato Angelo Della Pietra e dai procuratori Mancuso e Troncone, quest’ indagine ha visto l’ attiva collaborazione degli uffici legali delle compagnie assicurative. È stata anche messa in risalto la valenza sociale dell’ indagine: le truffe consumate da pochi comportano un aumento delle tariffe per tutti i cittadini. Per il Codacons si tratta di una buona notizia: «Queste truffe producono un aumento delle tariffe rc auto, dato che le compagnie che subiscono raggiri traslano questi maggiori costi sugli assicurati. Proprio per questo però ? spiega l’ associazione – le compagnie di assicurazioni non si prodigano a sufficienza nel denunciare e smascherare queste truffe». Occorre agire – aggiunge l’ associazione di tutela dei consumatori – anche sugli ordini professionali, a cominciare da quello dei medici, dato che con troppa facilità vengono rilasciati certificati per presunti mal di testa o mal di schiena legati a sinistri stradali». © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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