Acqua, la disperazione di Arasì e di Ortì
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
CODACONS e Confabitare raccolgono la protesta dei cittadini delle frazioni di Arasì ed Ortì. Attraverso le due associazioni è stata predisposta una raccolta di firme per lamentare che, nonostante le numerose proteste inoltrate in questi anni alle autoritàcompetenti, nulla è stato fatto per risolvere il problema della non potabilità delle acque e dello scarso approvvigionamento che non garantisce un’ efficiente erogazione del servizio idrico. A darne notiziaunanota stampa diffusa dalle due associazioni che si riporta di seguito: Nonostante laricchezzadi sorgenti e di falde acquifere presenti nel territorio, i cittadini di Arasì sono costretti spesso e volentieri a subire interruzioni del servizio per nulla giu stificati, considerato che l’ acqua è presente in abbondanza. In ogni caso non possono utilizzare il prezioso liquido per uso alimentare. Un’ acqua non potabile può rappresentare un serio rischio sanitario poiché l’ acqua, se non adeguatamente controllata, può essere il veicolo di numerosi agenti patogeni. L’ ordinanza Commissariale n. 18 del 14.12.2012 con la quale è stato disposto il divieto temporaneo diutilizzoper scopipotabili e per consumo alimentare delle acque distribuite nell’ abitato delle località di ORTI’ e ARASI’ rappresenta la fondatezza delle problematiche denunziate daanni dagli abitanti. Primo tra tutti la totale assenza di adeguate opere di protezione delle sorgenti e delle falde acquifere che approvvi gionano il paese. prevede che per mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque destinateal consumo umano erogate aterzi mediante impianto di acquedotto, sono necessarie delle opere che garantiscano la salvaguardia e latutela dello stato delle risorse, attraverso la realizzazione di zone diprotezione distinte in: Zona di tutelaassoluta, delimitata tramite recinzione che deve essere realizzata per un raggio di almeno 10 metri intorno all’ opera di captazione e in Zona di rispetto che deve avere un’ estensione di almeno 200 metri di raggio rispetto al punto di captazione o di derivazione. Queste semplici opere, se realizzate ridurrebbero al minimo il rischio di contaminazione a causa di rifiuti, carcasse o altre sostanze nocive che potrebbero essere gettate in prossimità delle falde. In tal modo si potrebbe risolvere quantomeno il problema della non potabilità del prezioso liquido. Le due associazioni, rappresentate dall’ Avvocato MarioLaBella, Al rincaro delle tariffe ed al sacrificio economico richiesto agli abitanti delle due frazionima di tutti i cittadini in genere, deve corrispondere un servizio più efficiente che si auspica avvenga in tempi brevi. Intanto, in considerazione dellaconclamata nonpotabilità dichiarata con l’ ordinanza commissariale n. 18 del 14.12.2012 sarà inoltrata formale richiesta affinchè ai cittadini delle frazioni di ARASI ed ORTI, vengaapplicatauna riduzione del50% sulla tariffa.
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