21 Novembre 2013

«Manca il ricambio ai vertici» La banca: rispettata la legge

«Manca il ricambio ai vertici» La banca: rispettata la legge

All’ ultima assemblea della Bcc pordenonese si è candidato al consiglio di amministrazione, ma non ha ricevuto abbastanza voti. Lui come altri “outsider”. Se per gli altri si tratta di una questione archiviata, per il presidente del Codacons Vitto Claut non è così. Da qui una vera e propria guerra a colpi di lettere e richieste di incontro, per cercare di sfondare quello che ritiene un muro di gomma che ostacola la “trasparenza”. Le elezioni. Poco trasparente, secondo Claut, è la modalità di elezione delle cariche sociali. «Come socio avevo richiesto gli indirizzi mail degli altri soci per proporre la mia candidatura. Mi è stato risposto – ricorda – che per la privacy non li posso avere. Avrei potevo accedere solamente a nome e cognome, ma mandare una lettera a 10 mila persone come minimo mi sarebbe costato 10 mila euro». Anche le procedure per il voto secondo il presidente dell’ associazione sono farraginose. «Non basta raccogliere le firme, le persone devono recarsi direttamente alla sede e firmare per un candidato». E poi «le schede per votare sono numerate per cui di fatto è facile sapere come uno si esprime». Ma la banca, tramite il direttore generale Gian Franco Pilosio chiarisce: «Partiamo da un principio che può piacere o meno, quello della democrazia: i provvedimenti vengono presi a maggioranza. La privacy non ci consente di dare dati a terzi. Quanto alle procedure di voto, l’ assemblea risponde a un preciso regolamento che i soci hanno votato. I soci che non lo condividono possono proporre degli emendamenti. In una delle lettere inviataci, Claut ci chiede anche di togliere dallo statuto il riferimento alla dottrina sociale della Chiesa che per noi significa apertura agli altri. Legittimo: raccolga le firme dei soci e proponga la modifica». I soci. Claut ha poi cercato di capire perché i poteri del socio siano limitati. Si è rivolto alla Banca d’ Italia, al garante per la privacy, naturalmente agli amministratori della Bcc e della federazione per la Bcc, ma la risposta è sempre la stessa: la banca agisce correttamente. «Un socio – dice il presidente del Codacons – non ha diritto a vedere le delibere del consiglio di amministrazione per capire quali decisioni vengono prese. Che differenza c’ è allora tra una banca del territorio e una banca normale?». Rimarca Pilosio: «In qualunque società privata questo non è possibile perché la diffusione di dati sensibili e passibili di concorrenza rischia di creare un danno alla società». Il potere. Secondo Claut più trasparenza significa maggior ricambio. Lo statuto invece prevede, come da ultima modifica, che “non può candidarsi l’ amministrazione uscente che abbia ricoperto la carica per cinque mandati consecutivi e completi” ovvero 15 anni. E la norma transitoria stabilisce: “Quanto agli amministratori uscenti alla data di prima applicazione del regolamento (2010), essi non potranno candidarsi qualora abbiano ricoperto la carica per sette mandati consecutivi e completi” ovvero 21 anni. E’ il caso del presidente in carica Pietro Roman. «Il nostro statuto è in media con quello delle Bcc, ci sono anche banche che stabiliscono per prassi 7 mandati» aggiunge Pilosio. Più trasparenza «vuol dire chiarezza sui compensi – aggiunge Claut -. Non sappiamo a oggi quanto percepisce ciascun componente del cda, c’ è solo una posta complessiva». Anche qui la banca rimarca: “Seguiamo i dettami normativi”. Claut chiede quindi ai soci di partecipare e di contattarlo al numero 0434 521905. (m.mi.)

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