«Ottima iniziativa» Ma pochi salgono sulla navetta dei consumatori
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fonte:
- Corriere Mercantile
Tanti posti vuoti perchè la comunicazione non è arrivata in tempo. Il bus istituito dai consumatori non è riuscito a intercettare tutti i pendolari che ne avrebbero avuto necessità. In totale, a fine giornata, sono stati 150 quelli saliti sul mezzo che dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 20 ha collegato la direttrice Brignole-Prato. Il pulman con 50 posti a sedere è stato messo a disposizione, autotassandosi, da Adiconsum, Assoutenti, Codacons, Casa del consumatore e Lega consumatori. Una spesa ingente per le associazioni che hanno sborsato mille euro. Un sacrificio assai apprezzato dai pendolari più informati che ne hanno usufruito gratuitamente: «Questa mattina dovevo andare a lavorare – racconta Maria Teresa Ricioppo Ho preso un taxi, ho speso 25 euro dividendo la corsa con un’ altra persona e per giunta sono rimasta bloccata un’ ora e mezza nel traffico. Del servizio istituito dai consumatori – prosegue – ne ho sentito parlare in radio proprio mentre ero a bordo del taxi. E così, nel pomeriggio, l’ ho utilizzato per tornare a casa». Una situazione simile a quella di Giuseppe Cianciotta che è andato a piedi da Borgoratti a piazza De Ferrari: «E il giorno prima – racconta – ho dovuto prendere il taxi spendendo 30 euro. Inizialmente mi sono arrabbiato, però se questa è l’ unica forma per ottenere qualcosa ben venga. E credo che attaccare il sindaco sia ingiusto, perché se anche ci fosse un altro primo cittadino i problemi rimarrebbero. Per fortuna che c’ è questa navetta». Un’ ancora di salvataggio per chi, come Bruno Trombetta, è stato costretto a sei chilometri di camminata mattutina per recarsi sul posto di lavoro: «La trovo un’ iniziativa molto valida, ottima direi. Comprendo lo sciopero di Amt, ma non ne condivido i modi: almeno le fasce protette dovrebbero essere garantite». Il mezzo ha fatto avanti e indietro per sette ore, “aggirando” la sede Amt di via Montaldo. Sull’ autobus c’ è pure Stefano Salvetti, presidente ligure di Adiconsum, imbufalito con il metodo “selvaggio” dei dipendenti dell’ azienda di trasporto: «Che cosa facciamo, manteniamo la città in ginocchio per un mese? Abbiamo accettato l’ aumento tariffario, adesso i cittadini dicono basta. Il Prefetto deve riportare il discorso in termini ragionevoli affinché sia garantito il diritto alla mobilità pubblica dei cittadini; dalla politica, invece, ci aspettiamo una risposta che traguardi l’ efficienza e l’ efficacia delle aziende e l’ implementazione di un servizio che deve rimanere universale». Qualora gli autobus rimanessero ancora nelle rimesse, i consumatori sono pronti a riproporre il servizio anche oggi. Un modo per andare incontro a quei cittadini già penalizzati dall’ assenza del trasporto ferroviario. Nei prossimi giorni, intanto, Furio Truzzi, presidente nazionale di Assoutenti, scriverà al ministro dei Traspor Maria Teresa Nicioppo ti, Maurizio Lupi, per chiedere un incontro e, soprattutto, un intervento del Governo che permetta il risanamento dell’ azienda: «Come fatto per Ansaldo, la soluzione è la Cassa depositi e prestiti. Intanto – aggiunge Truzzi – se il Prefetto o le istituzioni locali genovesi e liguri non convinceranno il personale Amt a lavorare, provvedano immediatamente a reperire almeno cento bus e un numero adeguato di autisti, dell’ Esercito, delle Forze dell’ Ordine o di aziende private, e li mettano a disposizione dei cittadini. In uno stato di diritto le leggi vanno fatte rispettare, ma a Genova ciò non accade». Giuseppe Cianciotta Bruno Trombetta.
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