20 Novembre 2013

Bus fermi tutto il giorno anche Aster sulle barricate

Bus fermi tutto il giorno anche Aster sulle barricate

UN DESOLANTE muro contro muro. O, in altri termini, una prova di forza portata all’ estremo, in cui nessuno dei contendenti, a questo punto, vuole – e può – fare un passo indietro. Non è bastata una giornata di paralisi totale del trasporto pubblico, in una città punteggiata dalla mattinata da cortei e blocchi stradali, per impedire che oggi si replichi. Niente autobus a Genova, fermi ascensori e metropolitana. Così ha deciso ieri sera, per acclamazione, l’ assemblea dei dipendenti di Amt, riuniti per l’ occasione nell’ aula del consiglio comunale, presa e occupata da ore. Un’ iniziativa, insensibile alla precettazione del prefetto partita già ieri mattina, che prolungherà per un giorno – almeno- il blocco selvaggio deciso l’ altro ieri sera alla sala Chiamata del porto nel corso di una turbolenta assemblea generale. E la risposta, soprattutto, alle “non risposte”, almeno agli occhi di sindacati e autisti, date dal Comune e azionistaunico dell’ azienda ditrasporti, chiamato in causa con un’ invasione di Palazzo Tursi mai così energica. Dato per assodato e pesante il disservizio di oggi, che alcune associazione dei consumatori -tra le altre Assoutenti, Adiconsum e Codacons – tenteranno di contrastare con la messa in strada, dalle 7 alle 10 e dalle 16 alle 20, di un mezzo “sostitutivo” sulla tratta PratoBrignole, l’ interrogativo principale resta sul piatto: come uscirne? L’ incontro convocato d’ urgenza, alle sei del po meriggio in prefettura, presenti il sindaco Marco Doria, il prefetto Giovanni Balsamo, la direzione di Amt e i segretari dei cinque sindacati, è bene dirlo senza troppi giri di parole, non ha spostatola questione dimezzo millimetro. I sindacalisti hanno ribadito la richiesta di trasferire una parte del patrimonio immobiliare dal bilancio comunale a quella di Amt. Una mossa che allontanerebbe lo spettro dell’ eccessivo sbilanciamento tra deficit e patrimonio aziendale nel 2014, e quindi il rischio di liquidazione. Non è solo questo: si tratta anche di una promessa da mantenere, ribadiscono Cgil, Cisl, Uil, Faisa e Ugl, perché il 7 maggio, data in cui era stato sottoscritto l’ ultimo ac cordo di riduzione del costo del lavoro inAmt, proprio Doria lo aveva scritto di suo pugno, allegando una lettera. È a questi due elementi, e a un trascinamento in corso, senza modifiche sostanziali, ormai da diversi mesi, che bisogna aggiungere l’ odiata privatizzazione, che la più che sofferta deliberaquadro sulle aziende comunali -quella che ieri, a causa dell’ occupazione, non è stato possibile discutere -non prevede peraltro nemmeno più come eventualità. «Doria sei un traditore», è stata una delle urla più ricorrenti degli autisti Amt, e al coro si sono uniti soprattutto i “cugini” dell’ Aster. Doria è sceso nell’ arena, ha provato a difendersi, a mettere in fila alcuni punti fermi, come l’ impossibilità – e l’ inopportunità – di immettere del patrimonio un’ azienda in rosso, che lo brucerebbe molto rapidamente, come successo in passato. «Vogliamo salvare le aziende», ha replicato Doria, quando il suo intervento si era trasformato in un surreale botta e risposta con chiunque alzasse la voce dagli spalti, a chi gli chiedeva «insomma, vuoi privatizzare o no?». Uno sospensione infinita e infruttuosa proseguita poi nel tentativo di mediazione in prefettura. «Perdiamo tempo», hanno fatto sapere i sindacalisti, ormai andati troppo oltre per poter fare un passo indietro, lasciando il palazzo. «Basta, ora si blocca a oltranza», è stata la risposta rabbiosa del capannello che, dal Comune, si era spostato di fronte al portale in largo Eros Lanfranco. Una dichiarazione di guerra a cui non corrisponde, per ora, alcun tipo di soluzione concreta.
r. scu.

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