Natale di tagli e tredicesime a rischio Carrello della spesa da anni Sessanta
Achille Perego MILANO SARÀ un Natale di austerity per gli italiani. Tra tasse, disoccupazione, cassa integrazione e budget familiari al lumicino, non ci sarà una gran corsa allo shopping per spendere i 37 miliardi di euro (più o meno la stessa cifra del 2012) che arriverranno, sotto forma di tredicesime, nelle tasche di 33 milioni di dipendenti e pensionati. Così i consumi tipici delle feste, avverte il Codacons, caleranno in media del 7,5% con un esborso pro-capite per regali, spese per la casa, alimentari e viaggi, che scenderà a 173 euro. TRA I SETTORI dove si taglierà di più spiccano abbigliamento e calzature (-11%), arredo per la casa (-10%), viaggi (-8,5%) e ristorazione (-8%). Andrà meglio per elettronica e hi-tech, alimentari e giocattoli. Quanto ai prezzi dei classici prodotti natalizi, il Codacons rileva come, rispetto allo scorso anno, rimangano stabili i listini dell’ albero di Natale vero, mentre appaiono in crescita quelli sintetici (+6%). Sostanzialmente stabili o in leggera crescita anche i prezzi di panettoni e pandori (+1% al massimo) e dei prodotti alimentari delle feste. Stabili o in rialzo (magari alla vigilia delle feste, come avverte sempre il Codacons), non saranno i prezzi la causa di un Natale sottotono, ma la crisi. Anche perché, rileva il segretario generale della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, «nei primi nove mesi di quest’ anno l’ inflazione e gli adeguamenti retributivi dei lavoratori dipendenti sono aumentati in egual misura (1,3 e 1,4% secondo l’ Isat) mantenendo pressochè stabile il potere d’ acquisto». Il problema è che non tutti i dipendenti prenderanno la tredicesima: sono a rischio soprattutto, denuncia la Cgia, i lavoratori delle Pmi. E sempre secondo la Cgia, un operaio specializzato con uno stipendio netto mensile di 1.255 euro riceverà una tredicesima più ?pesante’ di appena un euro rispetto al 2012. Un impiegato (1.419 euro) avrà invece 2 euro in più. INTANTO , per tirare la fine del mese, gli italiani risparmiano persino sul cibo consumando anche meno merendine e bibite, vino e olio d’ oliva, tagliando gli sprechi e ricorrendo ai dolci fatti in casa e (7,4 milioni) all’ orto fai-da-te. Le famiglie, rileva il presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello, risparmieranno quest’ anno 2 miliardi facendo tornare la spesa alimentare ai livelli degli anni Sessanta mentre nel 2014 è attesa una stabilizzazione dei consumi.
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