«Iperprescrizioni, pazienti in difficoltà»
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fonte:
- La Sicilia.it
Sulla vicenda delle iperprescrizioni di farmaci gastroprotettori e dei conseguenti addebiti che l’ Azienda sanitaria provinciale ha intenzione di effettuare sugli stipendi dei medici di famiglia, è bufera tra questi ultimi e i pazienti da una parte e la stessa Asp dall’ altra. Per fare il punto della situazione, ieri si è svolto un incontro tra i vertici del Codacons, Codacons Medici, Articolo 32-Aidma (associazione italiana per i diritti del malato) e i medici di famiglia e i pazienti. Erano presenti Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, Nino Rizzo, direttore regionale del dipartimento sanità Codacons, e Domenico Fabiano, direttore Ufficio legale di Articolo 32 – Aidma. I promotori hanno ribadito la preoccupazione del Codacons per il difficile momento che stanno attraversando i medici di famiglia e hanno garantito la disponibilità all’ assistenza legale gratuita per tutti i medici che ritenessero di averne bisogno. E’ stato sottolineato come sia necessario passare «da una fase di protesta ad una di proposta», e sono stati dunque evidenziati i suggerimenti che l’ associazione propone per uscire da questa impasse: sospendere tutti gli addebiti proposti; realizzare nel più breve tempo possibile «un tavolo tecnico aziendale che formuli delle linee guida per eliminare difficoltà interpretative e dubbi nell’ applicazione di note Aifa e regole varie»; l’ impegno da parte dell’ Asp di «un monitoraggio continuo dell’ attività dei singoli medici per dar modo di controllare meglio la spesa»; realizzare all’ interno dell’ Ordine dei medici «una commissione per l’ appropriatezza con la rappresentanza di tutte le varie categorie di medici» e alla quale dovrebbero afferire «tutte le inappropriatezze realizzate dai medici tutti, e non solo dai medici di famiglia», proponendo, se del caso, «provvedimenti disciplinari». Infine è stato sottolineato dal Codacons come «tali addebiti siano illegittimi, violando norme di legge e accordi collettivi». La conseguenza delle «minacce da parte dell’ Asp di rifarsi sulle buste paga dei medici di famiglia in caso di iperprescrizioni di farmaci gastroprotettori – dice Tanasi – è che già molti camici bianchi si sono messi sulla difensiva e, temendo di dover pagare di tasca, si stanno rifiutando di prescrivere farmaci ad alcuni loro pazienti. Fermo restando che chi ha abusato deve essere perseguito, rimane il fatto che nella maggior parte dei casi i medici hanno agito secondo coscienza e chi oggi paga le conseguenze di tutto questo sono i pazienti che si vedono negare un sacrosanto diritto, curarsi». Secondo Tanasi il problema sta a monte. «Lo specialista che in ospedale prescrive dei farmaci su ricetta bianca, rimandando poi di fatto il paziente al proprio medico curante, dovrebbe invece cominciare ad adoperare il ricettario rosso, evitando un passaggio in più al cittadino che andrebbe così direttamente in farmacia. Anche perché oggi si sta partendo dai gastroprotettori, ma presto, ne sono convinto, si passerà ad altri farmaci. E i danni maggiori, come sempre, li subirà il paziente. «Mi stupisce – conclude il segretario nazionale del Codacons – che su tutto questo si stia registrando il più assoluto silenzio da parte dell’ Ordine dei medici. Che, è bene ricordarlo, tutela sì i propri iscritti ma ancor di più esiste per tutelare i pazienti».
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