18 Novembre 2013

Al gelo sul treno? Le Fs pagano i danni

Al gelo sul treno? Le Fs pagano i danni

AVEVA i fumi Carlo Rienzi. E mica (soltanto)per il freddo di quello scompartimento -freezer modello Zivago nel quale era stato «sequestrato», con altri malcapitati passeggeri del RomaLatina. «Sequestrati» e senza manco la possibilità di spostarsi altrove, perché «le porte elettriche s’ erano bloccate». Fumava di rabbia, il presidente di Codacons. Da quel 2006, ci ha messo sette anni per avere giustizia, che notoriamente ha i suoi tempi, ma alla fine ce l’ ha fatta. Ha spuntato non soltanto una (doppia) vittoria in tribunale, in due gradi di giudizio. Ma ha pure ottenuto un risarcimento: 350 euro che Trenitalia dovrà sborsare a Rienzi, insieme ad altri 750 euro da pagargli per le spese legali. Di Rienzi, ovvio. Che per i legali dai quali s’ è fatta seguire Trenitalia, «quella cifra non bastava manco come anticipo». Già, perchè gongolante per la vittoria, sebbene tardiva, il presidente del Codacons sibila: «Pensi che a dispetto dell’ ufficio legale interno, Trenitalia s’ è fatta seguire da due fior di avvocati: docenti universitari. Che naturalmente finiscono poi pagati da tutti noi utenti. E che dato il nome, non costano certo una cifretta. E per che cosa poi? Per qualcosa di evidente: un disservizio». Uno dei tantissimi, con i quali deve fare i conti chi ha la (s)ventura di viaggiare in treno. E che magari non si prende la briga di presentare esposti ogni due per tre. Anche perché hanno il loro bel costo. «Ah, certo. I costi ci sono e parecchi» riconosce Carlo Rienzi, che s’ è fatto assistere dai legali del Codacons. E sbotta felice: «Però devo dire che è stata proprio una gran bella soddisfazione. Finalmente, c’ è stato il riconoscimento di un principio. Ovviamente, destinato a fare giurisprudenza». Al di là del compiacimento e della soddisfazione, Rienzi non nasconde l’ amarezza: «È una vergogna che in un Paese civile si buttino via soldi per pagare avvocati chiamati a contrastare l’ evidenza. Pensi chela difesa di Treni talia ha preteso le prove». Ovvero? «Sono stati rintracciati e chiamati tre passeggeri, sequestrati insieme a me nello scompartimento ghiacciaia del RomaLatina – racconta ancora – Una follia. Anche perché per avere conferma delle mie parole, a Trenitalia sarebbe bastato il rapporto di servizio di quel treno…». Invece, è finita con due sentenze. «Un’ altra follia – s’ imbufalisce RienziDue gradi di giudizio per qualcosa che era di un’ evidenza assoluta: riscaldamento rotto e richiesta di risarcimento. Non si sono accontentati del verdetto del Giudice di Pace di Roma: hanno pure presentato appello. Ma le pare possibile? Anche in termini di costi, non conveniva liquidare dopo la prima condanna? Quanto dovranno pagare di parcella a prestigiosi docenti universitari che si sono scelti come difensori, nonostante un ottimo ufficio legale interno? Perché sprecare soldi nostri?». La sconfittabis è stata sancita dal tribunale civile di Roma, al quale Trenitalia aveva presentato appello. Confermata in toto la sentenza del Giudice di Pace, non rimane ora che pagare: 350 euro a Rienzi e altri 700 di spese legali. «E se non pagano, pignoreremo la poltrona di Moretti…» se la ride Rienzi. Il giudice Marzia Cruciani ha motivato: «Considerato chela sentenza impugnata argomenta in modo esaustivo le ragioni per le quali è stata riconosciuta la sussistenza del disservizioquantomeno al mancato funzionamento dell’ impianto di riscaldamento – che parimenti è stata riferita una situazione di profondo disagio fisico, anche presumibile, data l’ età del Rienzi; che nonvi è ragione per non dare credito alle affermazioni dei testi che hanno riferito del disservizio e delle condizioni di accentuato malessere del Rienzi. Ritenuto che il danno lamentato sia suscettibile di risarcimento, conferma per il resto la sentenza impugnata». Quando Rienzi suggeriva: «Bastavano tante scuse e un biglietto omaggio». Invece no, recidivi. Come i disservizi.
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