Tassi d’ usura, scatta il rimborso
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fonte:
- Corriere del Trentino
Codacons: «in media affrontiamo tre casi a settimana»
TRENTO – Il problema dei tassi d’ interesse che oltrepassano la soglia d’ usura viene preso di petto dal Codacons che informa: «Se la banca ha superato la soglia si può chiedere la restituzione degli interessi già versati e corrispondere per il futuro solo la quota capitale». La presidente regionale Gloria Canestrini conferma l’ entità del fenomeno: «Ogni settimana allo sportello trattiamo 30 o 40 casi. Di questi in media 2 o 3 hanno a che fare con tassi d’ usura». L’ argomento è quanto mai attuale visto che a fine ottobre una banca importante come Btb è incorsa in una causa: un suo cliente, per colpa di «interessi a tassi usurai», ha chiesto quasi 140.000 euro di risarcimento. «A livello locale – conferma Canestrini – stiamo operando con l’ aiuto di Caritas e altri soggetti. Il problema è che fino a qualche tempo fa le banche hanno erogato crediti con molta facilità. Molto spesso era chiaro che il cliente non sarebbe riuscito a far fronte all’ entità delle rate, ma il fatto veniva minimizzato. Da notare – approfondisce – che gli istituti hanno anche dinamiche di concorrenze interne e di pressing a stipulare contratti, fattori che hanno spinto gli operatori a rischiare». Dopo l’ abbassamento dei tassi d’ interesse da parte della Bce il livello di usura può essere collocato indicativamente fra il 6 e il 7%, ma dipende dal singolo caso. «Siamo di fronte a una situazione da non credere – commenta l’ avvocato Canestrini – quando cambia il tasso d’ interesse si fa una gran fatica a vedere gli istituti di credito adeguarsi ai nuovi livelli. Una cosa che all’ estero non capita, l’ adeguamento è automatico». Chi ritiene di avere a che fare con tassi d’ usura deve mettere in conto un controllo dettagliato «della somma di tasso d’ interesse di base con le altre spese e l’ interesse di mora» dice la Codacons. Conteggi non facili da realizzare, «per questo ci affidiamo a professionisti del ramo» conferma Canestrini. «Prima di tutto avviene una scrematura dei casi, in modo da capire se i soggetti che si rivolgono a Codacons hanno un problema di “capienza”, vale a dire che non ce la fanno più a sostenere le condizioni pattuite in un periodo migliore della loro vita, oppure se siamo di fronte a un oggettivo problema d’ usura». «Noi con le banche ci muoviamo solo dopo aver fatto verifiche puntuali – continua l’ avvocato -, dopodiché contattiamo i direttori. Devo dire che la maggior parte dei dirigenti affronta la cosa con buon senso, cercando una soluzione stragiudiziale che consenta di risolvere il problema». Codacons non lo dice, ma pare che fra i più propensi a risolvere i nodi fuori dal tribunale ci siano le banche locali, mentre altre preferiscono affidarsi a un giudice. «Ovvio che andare in tribunale ha dei costi che possono spaventare le persone – conclude il Codacons -, ma ci sono margini di manovra per riuscire a intervenire». Enrico Orfano RIPRODUZIONE RISERVATA.
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