Industria, rimbalzo della produzione
ROMA L’ industria fa un piccolo passo in avanti, mettendo a segno una crescita dello 0,2% a settembre rispetto ad agosto. Ma c’ è ancora tanta strada da fare per recuperare il vuoto lasciato dalla lunga ondata recessiva. In più l’ aumento arriva dopo due mesi negativi e soprattutto dopo agosto, caratterizzato dalle chiusure delle fabbriche per ferie. Quindi meglio parlare di rimbalzo. A confronto con il 2012, invece, la situazione resta la stessa, con l’ attività che risulta in contrazione del 3%, toccando così il venticinquesimo calo consecutivo nelle serie dell’ Istat. Ancora peggio se si guarda al dato trimestrale: tra luglio e settembre la perdita è pari all’ 1%, un ribasso che non mancherà di riflettersi sulla prossima stima del Pil attesa per giovedì. Chiuso il terzo trimestre, il decimo in calo, però si dovrebbero aprire le porte per la ripresa. E le previsioni del Centro studi di Confindustria parlano di un ottobre positivo. Sembra però ancora troppo presto per parlare di fine della recessione, d’ altra parte lo stesso Istat aveva preannunciato un terzo trimestre negativo, seppur leggermente, per il Pil. Comunque qualche spiraglio a settembre s’ intravede: non solo il rimbalzo sul mese precedente ma anche su base annua il ritmo della caduta rallenta un pochino. Certo per ora i lasciti della crisi appaiono indelebili, con il terzo trimestre nettamente negativo e i primi nove mesi del 2013 in «rosso» del 3,9%. Insomma agli ultimi tre mesi dell’ anno spetta l’ arduo compito di bloccare la recessione. Intanto arrivano le previsioni degli economisti di Confindustria che stimano per ottobre una crescita dello 0,3% su settembre, una variazione positiva anche se non proprio un boom. Il problema è sempre lo stesso: recuperare dagli abissi, tanto che, calcolano a Viale dell’ Astronomia, anche dopo ottobre, la distanza dal picco pre-crisi sarebbe comunque del 25%. Tutte cifre che preoccupano le organizzazioni dei consumatori. Il Codacons parla di un semplice «effetto rimbalzo» mentre Ferderconsumatori e Adusbef avvertono come non ci sarà un’ inversione di rotta se non si rilancia la domanda interna.
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