12 Novembre 2013

Produzione, rimbalzo a settembre a segno crescita dello 0,2% su agosto

Produzione, rimbalzo a settembre a segno crescita dello 0,2% su agosto

ROMA – L’ industria fa un piccolo passo in avanti, mettendo a segno una crescita dello 0,2% a settembre rispetto ad agosto. Ma c’ è ancora tanta strada da fare per recuperare il vuoto lasciato dalla lunga ondata recessiva. In più l’ aumento arriva dopo due mesi negativi e soprattutto dopo agosto, caratterizzato dalle chiusure delle fabbriche per ferie. Quindi meglio parlare di rimbalzo. Invece a con fronto con il 2012 la situazione resta la stessa, con l’ attività che risulta in contrazione del 3%, toccando così il 25° calo consecutivo nelle serie dell’ Istat. Ancora peggio se si guarda al dato trimestrale: tra luglio e settembre la perdita è pari all’ 1%, un ribasso che non mancherà di riflettersi sulla prossima stima del Pil, attesa per giovedì. Chiuso il terzo trimestre, il decimo in calo, però si dovrebbero aprire le porte per la ripresa. E le previsioni del Centro studi di Confindustria parlano di un ottobre positivo. Sembra però ancora troppo presto per parlare di fine della recessione, d’ altra parte lo stesso Istat aveva preannunciato un terzo trimestre negativo, seppur leggermente, per il Prodotto interno lordo. Comunque qualche spiraglio a settembre s’ intravede: non solo il rimbalzo sul mese precedente ma anche su base annua il ritmo della caduta rallenta un pochino. Certo per ora i lasciti della crisi appaiono indelebili, con il terzo trimestre nettamente negativo e i primi nove mesi del 2013 in ‘rossò del3,9%. Insomma agli ultimi tre mesi dell’ anno spetta l’ arduo compito di bloccare la recessione. Intanto arrivano le previsioni degli economisti di viale dell’ Astronomia, che stimano per ottobre una crescita dello 0,3% su settembre, una variazione positiva anche se non proprio un ‘boom’. Il problema è sempre lo stesso: recuperare dagli abissi, tanto che, calcola il Csc, anche dopo ottobre, la distanza dal picco precrisi sarebbe comunque del 25%. Tutte cifre che preoccupano: il Codacons parla di un semplice effetto rimbalzo; mentre Ferderconsumatori e Adusbef avvertono come non ci sarà un’ inversione dirotta se non si rilanciala domanda interna. Tra gli analisti, il capo economista di Nomisma, Sergio De Nardis, fa notare come «seppur deludente il dato della produzione industriale del terzo trimestre non escluda una sostanziale stabilizzazione del Pil nel periodo luglio -settembre. Il grosso punto interrogativo – aggiunge – riguarda ciò che avverrà dopo, ovvero quanto intensa potrà essere effettivamente la ripresa del 2014». Questa ipotesi potrà essere disponibile con buon approssimazione a fine gennaio 2014. fronto con il 2012 la situazione resta la stessa, con l’ attività che risulta in contrazione del 3%, toccando così il 25° calo consecutivo nelle serie dell’ Istat. Ancora peggio se si guarda al dato trimestrale: tra luglio e settembre la perdita è pari all’ 1%, un ribasso che non mancherà di riflettersi sulla prossima stima del Pil, attesa per giovedì. Chiuso il terzo trimestre, il decimo in calo, però si dovrebbero aprire le porte per la ripresa. E le previsioni del Centro studi di Confindustria parlano di un ottobre positivo.

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