8 Novembre 2013

Le “palle d’ acciaio” di Samaras

Le “palle d’ acciaio” di Samaras

Il governo greco ha fatto sgomberare da agenti antisommossa la ex sede della tv pubblica Ert, occupata da una cinquantina di giornalisti dopo che a giugno era stata provvisoriamente chiusa dal governo Samaras in un piano di ristrutturazione e riduzione degli sprechi. La settimana scorsa, quando il ministro Fabrizio Saccomanni ha inserito la Rai tra le aziende delle quali cedere quote di minoranza (la convenzione scade nel 2016), si sono alzate le barricate: dal Pd all’ Usigrai fino al Codacons. Piuttosto immaginifico è stato l’ intervento della presidente Anna Maria Tarantola, ex Bankitalia: “Cerchiamo di portare avanti un progetto di riorganizzazione gestionale con un passo lento e sicuro, il passo del montanaro, e non con quello del velocista, ora meno adatto”. Ma che vuol dire? Il nostro paese ha bisogno di riforme radicali, ha bisogno di mettere in discussione quelli che finora sono stati tabù e diritti acquisiti, di far ritirare lo stato dall’ economia e dalla società, altro che passo del montanaro. E se il presidente del Consiglio, Enrico Letta, non vuole ispirarsi ai metodi greci, può almeno trarre esempio da quelli irlandesi del premier Kenny, al quale ha fatto visita ieri. Nelle stesse ore la Troika ha decretato dal 14 dicembre l’ uscita di Dublino dal programma di aiuti e il conseguente ritorno sui mercati. Un successo ottenuto con tre anni di tagli di spesa e stipendi pubblici, limitando gli aumenti di tasse. Oggi la crescita irlandese è prevista dello 0,3 per cento a fine anno, mentre l’ Italia perde l’ 1,8. Letta rivendica di avere “balls of steel”, palle d’ acciaio. Possibile. Però – per rimanere alla metafora poco immaginifica – non si sono ancora viste.
 

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